Il presidio
Spiaggia di Rimigliano C’è il nido di tartaruga con le uova trasferite da Castiglioncello
La schiusa potrebbe avvenire alla fine dell’estate Proseguono i monitoraggi mattutini lungo il litorale
SAN VINCENZO. Arrivano da Castiglioncello le uova di tartaruga Caretta Caretta messe al sicuro nella sabbia della spiaggia di Rimigliano. Il trasferimento del nido a San Vincenzo, dalla cala di Santa Lucia, è stato fatto il 21 luglio, sotto il coordinamento della Capitaneria di porto, grazie ai volontari di Tartamare e Wwf.
Tirata su la recinzione a protezione, in una posizione prossima a quella del nido dello scorso anno. La schiusa è prevista tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, ma molto dipenderà dalla temperatura della sabbia.
La deposizione è stata rinvenuta la mattina del 21 luglio sulla cala di Santa Lucia, che sembra avere un particolare magnetismo per mamma tartaruga. «Questa spiaggia attualmente ha una conformazione difficile per ospitare e portare a compimento una nidificazione – dicono i volontari di Tartamare –, come dimostra anche l’enorme fatica che ha fatto la tartaruga per riuscire a trovare un punto nella baia che potesse essere un po’ più adatto a ospitare le sue uova. Nelle ultime quattro notti infatti è uscita ben sette volte per tentativi non andati a buon fine». Da qui la decisione del trasferimento delle uova a Rimigliano. Obiettivo scongiurare che il nido possa essere danneggiato da mareggiate. «Rischio che aumenta naturalmente se la deposizione avviene da questo periodo in poi, prevedendo cioè una schiusa a fine estate quando la probabilità di mareggiate intense frequenti e importanti è maggiore. Ecco perché, a differenza del primo nido deposto a Santa Lucia il 2 di luglio, quello attuale è stato ricollocato in una spiaggia più sicura».
A chi si chiede perché mamma tartaruga ha scelto proprio la cala di Santa Lucia da Tartamare chiariscono che «capita che a volte la tartaruga sbagli posto. Questo avviene per motivi naturali o per un disturbo causato dall’uomo. In questo specifico caso la cosa più probabile è che su questa spiaggia ci sia nata, 30 o 40 anni fa o anche di più, in un tempo in cui la costa presentava caratteristiche morfologiche diverse da quelle attuali». E ciò in considerazione del fatto che «le tartarughe marine tendono a nidificare nello stesso luogo dove sono nate».
Anche nel 2020 venne seguito lo stesso criterio. Il nido trasferito a Rimigliano è il quarto censito in Toscana quest’estate. Le nidificazioni lo scorso anno sulla costa toscana sono state cinque, contro le quattro del 2019. Il problema principale? Il tempo tutt’altro che clemente per le mareggiate e il calo delle temperature. Ne risentirono soprattutto i nidi tardivi, tra cui quello che venne ricollocato a Rimigliano. Alla fine nonostante i tentativi estremi, tra cui il trasferimento delle uova al Centro di recupero per le tartarughe marine di Grosseto e la messa in incubatrice, non c’è stata nessuna schiusa.
Al di là dell’impegno a controllare il nido di Rimigliano, sulle spiagge continuano i monitoraggi mattutini alla ricerca di tracce di emersione di nuove deposizioni. Chi volesse partecipare può contattare il Wwf telefonando al 3713554234. — M.M.
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