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Ecco la stagione turistica vista dal Park Albatros «C’è una lenta ripresa»

Manolo Morandini
Ecco la stagione turistica vista dal Park Albatros «C’è una lenta ripresa»

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Manolo Morandini

SAN VINCENZO. «La strada è ancora lunga, ma le prospettive sono molto buone. C’è movimento, è una lenta ripresa verso una nuova normalità». Così Bruna Gallo, direttore commerciale e marketing di Human Company, il gruppo fiorentino attivo nel ricettivo e ristorativo, leader in Italia nell’ospitalità all’aria aperta, che conta nove villaggi tra Toscana, Veneto e Lazio, tra cui il Park Albatros di San Vincenzo. Il suo è un osservatorio privilegiato per capire cosa accadrà in questa stagione turistica. E lo fa puntando la lente sulla struttura sanvincenzina.

«Il mare resta una destinazione privilegiata e c’è sempre una grande richiesta – dice –. In termini di prenotazioni le cose stanno procedendo molto bene. Il 4 maggio è stata una data importante per tutto il mercato italiano. La fiducia che ha saputo dare il presidente del consiglio Draghi sui mercati europei, dal punto di vista turistico, è stata determinante. Lo abbiamo evidenziato a distanza di qualche giorno con crescite esponenziali, settimana su settimana, delle prenotazioni».

L’Italia resta il primo mercato. «Per il Park Albatros nel 2019 ha rappresentato il 27 per cento delle presenze, seguito dall’olandese al 24 per cento, tedesco 18 per cento, polacco 11 per cento e francese 7 per cento. Non vado oltre questi cinque mercati che costituivano l’85 per cento delle presenze complessive». Poi è arrivata la pandemia. «Nel 2020 c’è stato uno spostamento. Il mercato Italia in termini di presenze è stato il 58 per cento, l’olandese si è attestato al 15 per cento, tedesco 13 per cento, francese 4 per cento e polacco 3 per cento. I cinque mercati hanno rappresentato il 95 per cento delle presenze complessive».

Nel 2019 il Park Albatros è stato aperto 149 giorni, 92 nel 2020 e quest’anno lo sarà per 112. «Abbiamo un 22 per cento in più di giorni di apertura rispetto allo scorso anno e questo determina la variazione di fatturato e di presenze messe a preventivo – sostiene Gallo –. Abbiamo usato una linea prudenziale. Nel 2020 abbiamo chiuso con un a flessione del 30 per cento. L’obiettivo è una crescita del 22 per cento sullo scorso anno». Che sottolinea: «Complessivamente la situazione sta andando bene, il mercato Italia in termini di presenze è il 50 per cento ma la cosa positiva è che Olanda e Germania cominciano ad avere nelle rilevazioni delle incidenze più importanti dell’anno scorso. Vediamo le curve crescere, stanno riconquistando i posizionamenti del 2019».

Qualche certezza in più, ma serve prudenza. «Lo percepiamo anche dalle telefonate degli ospiti. C’è un po’ più di consapevolezza, ma le domande sono analoghe allo scorso anno: la sicurezza prima di tutto. Abbiamo un’assicurazione inclusa nella quota di partecipazione. È molto importante perché dà tranquillità all’ospite. Prevede la possibilità di annullamento e risarcimento in caso di contrazione del covid. Abbiamo una collaborazione con Sinlab, per fare il tampone molecolare a prezzi convenzionati ai nostri ospiti, in tutte le nostre strutture, e avere il risultato in 24 ore. Servirà per il rientro a casa a chi arriva dall’estero».

Il segnale in positivo c’è. «Sicuramente, ma non siamo fuori dal tunnel – conclude Gallo –. La pandemia può sempre determinare colpi di scena imprevisti. Stiamo con i piedi ben piantati a terra, ma un momento di entusiasmo dopo tanta fatica prendiamocelo. Con molta prudenza e cautela il movimento c’è. Il ritorno al 2019 probabilmente avverrà nel 2022 o 2023». –

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