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Il malore in mare e le urla della moglie «Ci siamo tuffati per riportarlo a riva»
Due bagnini e un surfista hanno salvato un turista 70enne «Non aveva più forze e si era attaccato a una boa»
CASTIGLIONCELLO. Hanno sentito per caso le urla della moglie, che dal versante nord della spiaggia libera a Caletta ha cominciato a chiedere aiuto. Così si sono tuffati, ognuno da una zona diversa del lungomare e lo hanno raggiunto, riuscendo a riportarlo a riva. Sono Michele Manfrin, bagnino dei bagni Tirreno, e Andrea Cannavò che gestisce il Punto azzurro a fianco. Con loro anche il surfista Vittorio Gazzarri, che in quel momento era sul lungomare.
È successo poco prima delle 20 di venerdì scorso. «L’ora in cui è prevista l’attività di salvamento era passata – racconta Manfrin – e io stavo radunando le mie cose per andare via. A un certo punto ho sentito delle urla e mi sono girato verso il mare». Manfrin non ha capito chi stesse gridando, ma ha visto subito che, attaccato a una delle boe nello specchio d’acqua antistante lo stabilimento, c’era un uomo in difficoltà. «Ho corso lungo gli scogli davanti al bagno e mi sono tuffato – ricorda – per raggiungerlo nel più breve tempo possibile».
Contemporaneamente anche Cannavò, che stava per chiudere il Punto azzurro, ha sentito delle urla. «Erano urla di donna – racconta –, mi sono rivolto verso il mare e ho capito che c’era una persona attaccata a una delle boe tra nel mare tra la spiaggia libera e lo stabilimento Tirreno. Così ho sciolto velocemente il patino, dato che per fortuna avevo per caso le chiavi in tasca, e ho cominciato a remare in direzione della boa. Nel frattempo ho visto Manfrin che stava arrivando in aiuto di quell’uomo». Non solo, perché dal versante sud della baia di Caletta, appena ha intuito cosa stava succedendo, si è tuffato anche il surfista Gazzarri, che velocemente ha raggiunto la zona delle boe.
«Il patino – dice Cannavò – poteva essere utile se ci fosse stata la necessità di trasferire velocemente l’uomo, che poi abbiamo scoperto essere un turista fiorentino 70enne, verso la riva e di praticare manovre di primo soccorso».
Per fortuna il turista, quando i tre lo hanno raggiunto, era cosciente. «Ha detto che si stava sentendo male – dice Manfrin – e che non aveva forze». È riuscito ad arrivare alla boa, così da aggrapparsi a quella, e poi ha chiesto aiuto e la moglie deve averlo visto.
Avevo portato il salvagente – spiega Manfrin – così l’ho portato nel punto più vicino, alla scalinata del bagno Tirreno». Nel frattempo Cannavò e Gazzarri sono rientrati verso la riva.
Il turista, una volta raggiunta la terra ferma, ha spiegato di aver avuto un malore quando era a un centinaio di metri al largo. Con le forze che lo stavano abbandonando, è riuscito ad arrivare fino alle boe davanti allo stabilimento balneare e ha chiesto aiuto. Lo ha visto la moglie che ha dato l’allarme.
«Per fortuna – termina Manfrin – che, nonostante l’orario del salvamento finisca alle 19, noi eravamo ancora in zona. Ho affidato l’uomo a un cliente dello stabilimento, che è un medico e subito se ne è preso cura. La moglie inizialmente era sotto choc, anche perché ha capito che il marito aveva rischiato. Per fortuna dopo un po’ lui si è ripreso tanto che non è stata chiamata neppure l’ambulanza». —
A.C.
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