Il Tirreno

il racconto 

«Così gli strumenti sono serviti a soccorrere due persone»

C.G.
«Così gli strumenti sono serviti a soccorrere due persone»

Serena Mulaz è la presidente  della Pubblica Assistenza  e ricorda due avvenimenti «Il defibrillatore della pineta decisivo per salvare un turista»

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cecina. «Un paio d’anni fa un uomo si sentì male nella pineta di Marina mentre stava correndo. Dietro di lui c’era un ragazzo (formato nelle manovre di soccorso ndr), che prese il defibrillatore, applicò le piastre e iniziò il massaggio cardiaco. Gli salvò la vita. Noi arrivammo con l’ambulanza poco dopo. Ecco l’importanza dei defibrillatori pubblici». A raccontare questa storia è Serena Mulaz, presidente della Pubblica Assistenza di Cecina. «Una cosa simile successe anche in corso Matteotti. Anche in quel caso il defibrillatore fu determinante». Avere a portata di mano uno strumento da utilizzare per il soccorso, insomma, può salvare una vita. Gli operatori della Pubblica Assistenza, che hanno a che fare quotidianamente con l’emergenza, lo sanno bene. E conoscono perfettamente anche la rete dei defibrillatori cecinesi. «Quest’anno abbiamo stipulato una convenzione col Comune di Cecina - spiega Mulaz - Facciamo il giro per controllare i defibrillatori e ci occupiamo della manutenzione, ma solo degli apparecchi di proprietà comunale». Perché alcuni defibrillatori della rete Cecina Cuore sono di proprietà, per esempio di associazioni sportive. «Più defibrillatori ci sono a disposizione della città, più persone sono formate a utilizzarli - conclude Mulaz - più opportunità di sopravvivenza ci sono in caso di criticità». E ciò che è successo tempo fa in pineta o in corso Matteotti lo dimostra. La Pubblica Assistenza di Cecina, da parte sua, organizza da tempo corsi per imparare a usare questi apparecchi salvavita. —



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