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Le rsa si preparano per riaprire le porte ai parenti degli ospiti Ecco in che modo

Claudia Guarino
Le rsa si preparano per riaprire le porte ai parenti degli ospiti Ecco in che modo

Incontri all’esterno e piani personalizzati per ogni assistitoA giugno non ci saranno più solo le stanze degli abbracci

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Claudia Guarino

cecina. Dentro solo col certificato verde e dopo aver firmato un accordo di corresponsabilità. Nella camere solo in casi particolari e il grosso delle visite organizzato in spazi dedicati. È così che i parenti degli assistiti potranno tornare a visitare i loro cari oltre le stanze degli abbracci allestite nelle residenze cecinesi della Fondazione Casa Cardinale Maffi. «Entro venerdì 28 maggio (oggi ndr) dobbiamo inviare alla Asl una relazione in cui sono descritte le modalità organizzative per la riapertura, declinate sulla base dell’ordinanza regionale», spiega Sara Belli, responsabile della residenza sanitaria assistenziale di San Pietro in Palazzi. Ancora non c’è una data esatta per il via alle visite, anche perché restano alcuni nodi da sciogliere, ma l’intenzione è quella di garantire la partenza nel corso del mese di giugno. Ed ecco in che modo le rsa cecinesi torneranno ad accogliere i parenti degli assistiti.

rsa di palazzi

Per quanto riguarda la residenza sanitaria assistenziale Maffi di San Pietro in Palazzi, «noi faremo entrare i parenti nelle stanze (degli assistiti ndr) solo in caso di persone allettate o a fine vita - spiega Belli - Ed è prevista una visita di quindici minuti alla presenza di un operatore di supporto. Gli altri incontri avverranno all’esterno, in una zona con ingresso da via Mameli che abbiamo allestito con alcuni tavoli».

Non più solo sguardi attraverso il vetro, dunque. Seppur rimanga il rispetto delle norme di sicurezza. Perché non saranno abbracci liberi. Ma alla Maffi, oltre agli ingressi, interessano anche le uscite. Si ha cioè a cuore che gli ospiti possano avere la possibilità di fare due passi nella frazione. «Abbiamo preparato un piano con le uscite programmate che prevede un rapporto uno a due tra operatori e assistiti - spiega Belli - E potranno uscire dalla struttura solamente i vaccinati. Noi, per esempio, abbiamo due persone che hanno rifiutato il siero». L’orizzonte di riferimento è lo stesso per tutte le strutture ed è delineato dalla relativa ordinanza regionale. Perciò l’organizzazione della rsa di Palazzi sarà molto simile a quella messa in campo dalla residenza Maffi di Cecina, la cosiddetta Casina rossa. A fare il punto, anche in questo caso, è la responsabile della struttura.

rsa cecina

«Stiamo costruendo il programma in base a quanto scritto nella delibera - spiega Silvia Fancelli - Dunque, per esempio, gli accessi saranno su prenotazione». E il luogo degli incontri con i familiari, anche qui, potrà variare caso per caso, con visite nelle stanze permesse solo in certe circostanze. «Ogni ospite ha un piano di assistenza personalizzato perché ognuno ha le sue specificità». Perciò ogni assistito avrà le sue visite calibrate su se stesso.

«Tendenzialmente sono previsti incontri con distanziamento di almeno un metro e utilizzo delle mascherine. E, per gli incontri, si prediligono luoghi all’aperto. In caso, per esempio, di brutto tempo, allestiremo un locale interno dedicato. Se sarà possibile toccare il proprio parente? Dipenderà dalle condizioni cliniche di ciascuno e valuteremo caso per caso anche con il medico di famiglia».

i dubbi

«Teniamo presente - sottolinea Fancelli - che è un programma suscettibile di modifiche e che richiede un’organizzazione abbastanza complessa. Si ipotizza che per il mese di giugno si possa procedere a mettere in atto questa nuova modalità di apertura». Alcuni dubbi, però, ci sono. «Nella pratica i green pass (cioè le certificazioni rilasciate a chi è vaccinato, guarito dal Covid o a chi ha un tampone negativo necessarie per l’ingresso in rsa ndr) non ci sono ancora - spiega Belli - E al momento non sappiamo dare ai parenti una risposta circa il giorno esatto in cui potranno accedere alle visite». Le due rsa cecinesi targate Fondazione Casa Cardinale Maffi, comunque, hanno già definito l’organizzazione, così da farsi trovare pronte. —

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