Il Tirreno

Il sindaco di Cecina Lippi avverte il Pd e minaccia lo scisma: «I nostri territori vanno ascoltati»

Andrea Rocchi
Il sindaco di Cecina Lippi avverte il Pd e minaccia lo scisma: «I nostri territori vanno ascoltati»

Ospedali, Tirrenica, turismo: ecco le divisioni con Livorno. A Franchi dice: «Non ce l’ho con lui, ma ora si cambi passo»

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CECINA. «Non ce l’ho con Franchi, che stimo. Sono deluso dal modo con cui si è arrivati a questa elezione. Ma come? Ci sono tre sindaci, tre segretari, il 95% dei rappresentanti e degli amministratori di Cecina, Castagneto e Bibbona, manca Rosignano ma quella è un’altra storia, e che si fa? Si ignorano completamente le nostre richieste». Samuele Lippi ha appena letto il giornale. Non accetta di essere visto, insieme ad altri sindaci ed amministratori, come uno scissionista. O peggio ancora come uno dei cospiratori della fronda anti Franchi. Però alla fine di questa intervista una cosa forte il sindaco di Cecina la dirà. E suona come un avvertimento. Se non ci ascoltate, se ci snobbate, ce ne andiamo. È la sintesi.

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Lippi, cosa volevate?

«Che ci fosse, all’interno del partito, un luogo di discussione politica. Che si affrontassero i temi che stanno a cuore al territorio: la sanità, la Tirrenica , il turismo, il lavoro. E invece nulla. Sembra che per questa federazione il mondo inizi e finisca a Livorno».

Avevate chiesto che i livornesi che pronunciassero un candidato alternativo. Non è così?

«Si, abbiamo detto: che il segretario lo proponga Livorno, così non coi sono discussioni e divisioni, ma almeno si prenda a cuore i problemi del territorio. Le Valli Etrusche spaccano in due questa federazione, vogliono essere ascoltate e, meglio ancora, rappresentate».

E invece Livorno...

«E invece non è stato fatto nulla. Ma una discussione politica è urgente. Vi faccio un esempio. In Regione il Pd attraverso il consigliere Gazzetti ha presentato una mozione sul lotto zero. Risultato? Ci siamo scordati la Tirrenica. Ma vi immaginate scavare gallerie nelle colline, i costi, le proteste, le difficoltà. Invece con 250 milioni si può risolvere la storia della messa in sicurezza della Tirrenica».

Anche sugli ospedali e la visione della sanità siete divisi, no?

«Questo è un altro punto. Quando sono state chieste risorse in Regione Cecina è rimasta all’asciutto. Per carità, giusto fare il nuovo ospedale a Livorno ma non è che si può far finta che a sud non ci sia nulla, o quasi»

Ma Franchi viene dalla bassa val di Cecina. Dovrebbe essere un punto di riferimento. Perché osteggiarlo?

«Non ho pregiudizi e ritengo Franchi un politico preparato. Ma sa quante richieste di discussione negli organismi interni abbiamo fatto e dal Pd di Rosignano ci veniva risposto che non si potevano fare incontri finché non ci sarebbe stato il nuovo segretario».

Che ora c’è, però. Cosa chiedete?

«Intanto apprezzo il suo riferimento alla valorizzazione dei territori. Ma questa storia dei caminetti e delle correnti no, non l’accetto. Qui non c’erano correnti, ma problemi da risolvere e temi da affrontare. Ripeto, tre sindaci di differenti aree che chiedono una cosa, sostenuti dalle segreterie di partito. E poi alla fine ci sono state 60 persone che non sono andate a votare. Non si può far finta che non sia successo nulla. Di solito dicono che i sindaci vogliono avere mani libere. Qui, addirittura, siamo stati noi, tre sindaci di tre comuni diversi, a chiedere una maggiore attenzione sui territori e sui comuni amministrati».

Franchi esattamente cosa deve fare?

«Deve lavorare, ma da subito, sulle questioni che abbiamo posto. Non si può più perdere tempo. Altrimenti..

Altrimenti?

«Altrimenti la spaccatura diventerà insanabile. Ed allora questi temi dovranno essere affrontati in un’altra federazione, penso ad una federazione delle Valli Etrusche che comprenda Piombino, Cecina, ma guardi anche a Volterra

Volete staccarvi da Livorno?

«Vogliamo che le nostre istanze siano rappresentate. Se non lo sarà con Livorno, lo sarà da un’altra parte. Ripeto valuteremo. Non è un mistero. Io, di queste cose, ho informato anche Letta. Quel che ci auguriamo adesso è che ci sia un cambio di passo. Franchi ha tutti gli strumenti per poterlo fare. Noi lo misureremo su questo». —

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