In auto con tre amici multata a Marina «Non ce la faccio più ma ho sbagliato»
La 18enne sanzionata dai carabinieri riconosce l’errore e parla del suo stato d’animo: «L’isolamento ci distrugge»
cecina. I carabinieri l’hanno fermata la domenica delle Palme a Marina di Cecina. Era in auto insieme a tre amici e si era spostata dal suo comune di residenza. «I carabinieri ci hanno fermati e multati. Sì, non avrei dovuto essere lì. Riconosco di aver fatto un errore».
A parlare è una dei quattro amici sanzionati. Lei ha 18 anni, è di Bolgheri e ha contattato Il Tirreno per raccontare, chiedendo di rimanere anonima, che cosa è successo quel giorno spostando anche l’argomento sulle difficoltà che i giovani stanno vivendo nell’affrontare questo ormai lungo periodo di pandemia e distanziamento sociale.
«Quel giorno (il 28 marzo quando la Toscana era zona arancione ndr) avevo deciso di respirare un po’ d’aria di mare e di vivere». La giovane è residente a Bolgheri, dunque non avrebbe potuto spostarsi in un altro comune. «Sì, quello non era il metodo giusto, lo riconosco - spiega la giovane - I carabinieri ci hanno fermati sul viale, poi ci hanno controllati e ci hanno fatto questa multa».
A lei e ai suoi amici non resta che pagarla, a meno che non ritengano di poter fare ricorso. Ma in tutto questo, andando oltre il discorso della sanzione, la giovane vuole cogliere l’occasione per parlare un po’ di sé e delle difficoltà che sta vivendo da un anno a questa parte.
«Il tempo scorre e i mesi avanzano lentamente, ma sembra che la vita sia interrotta. Non andiamo più a scuola e quando ci andiamo l’unica comunicazione possibile oltre il linguaggio è lo sguardo. Non possiamo più fare niente: sport, uscite, viaggi. Tutto improvvisamente ha iniziato a sgretolarsi. Pian piano la voglia di vivere ha cominciato ad appassire e non so più come scegliere la strada giusta. Come faccio a sceglierla se adesso tutte le strade sembrano sbarrate? È tutto così complicato ed è inspiegabile dover vivere passivamente e in solitudine il periodo più bello della propria vita».
La giovane dice di trascorrere le sue giornate tra didattica a distanza, compiti a casa e videochiamate. «Mi sveglio presto e devo stare cinque ore davanti al computer. Poi il pomeriggio studio. In pratica tutta la giornata ruota attorno al pc». E tutto questo per lei diventa sempre più faticoso. A maggior ragione perché si è prolungato nel tempo.
«Anche gli adolescenti si trovano a vivere un periodo di difficoltà. E spesso ho l’impressione che non si tengano in considerazione i bisogni di noi giovani. Mi piacerebbe invece che ci fosse una maggiore empatia nei nostri confronti. Perché la pandemia lascerà segni anche su di noi e sulla nostra mente». —
C.G.
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