Il presidio
«Superfragili, non funziona ci chiami la Regione o l’Asl»
ROSIGNANO. Prenotazioni e vaccini e soggetti superfragili. Un meccanismo che in Toscana non sta funzionando. A dirlo con forza Barbara Rossi presidente dell’associazione Holtre che si occupa di ragazzi con disabilità. Un’associazione che conta 250 iscritti; 50 di questi bambini e ragazzi fragili della Bassa Val di Cecina. Secondo la responsabile dell’associazione «doveva essere la Regione a chiamare direttamente le persone con patologie. Non è possibile - dice Barbara Rossi - questa modalità di iscrizione sul portale premia solo chi ha il dito più veloce. Questo sistema di prenotazioni è errato soprattutto se rivolto ai fragilissimi. All’interno di questa categoria, oltre che ai cardiopatici ed alle persone con seri problemi di salute, rientrano anche ragazzi con disabilità, con problemi motori, di salute mentale o comunque persone invalide. È impossibile per loro effettuare una prenotazione sul portale della Regione se non sono affiancati da persone giovani che sanno operare con il computer e internet. Ma molti di questi giovani – dice la responsabile di Holtre – hanno genitori anziani o che non sono comunque in grado di utilizzare internet. La strada da perseguire sarebbe stata un’altra: Asl e Regione hanno le liste delle persone con patologia o fragilità. Dovevano loro telefonare direttamente e indicare luogo e data della somministrazione del vaccino». È la stessa presidente di Holtre, madre di un ragazzo fragile, a raccontare ciò che le è accaduto: «Per prima cosa abbiamo dovuto effettuare una preiscrizione dando tutti i dati anagrafici, codice fiscale e patologia. Poi arriva un messaggio al cellulare: mercoledì alle 19 si è aperto il portale della Regione Toscana per prenotare la vaccinazione». Da qui è iniziato il calvario: «Prima il portale non rispondeva, forse perché era intasato dalle richieste; dopo aver inserito tutti i dati mi ha più volte risposto, telematicamente, che c’era stato un errore non dovuto da mia negligenza. Alla fine, dopo un’ora e mezza, non sono riuscita a prenotare alcuna vaccinazione. Alle 20,30 mi sono arresa. Questo basti a capire le difficoltà che possono trovare le persone che hanno problemi. Non tutti hanno accanto familiari o amici che conoscono bene l’utilizzo del software». Una situazione che non è capitata solo a Barbara Rossi: «Fra tutte le persone che conosco sono poche quelle che sono riuscite a prenotare un posto per vaccinarsi». Ad aggiungersi a questo, anche un problema di coscienza: «Anche mia madre fa parte della categoria fragili. A chi lo prenoto per prima il vaccino?Chi devo inserire per primo? Mio figli o mia madre?» Ecco perché Barbara Rossi punta il dito sul sistema: «I fragilissimi dovevano essere vaccinati tra i primi? E allora la Regione Toscana doveva trovare il modo, così come hanno fatto in alte regioni d’Italia, di chiamare direttamente queste persone e fissare loro un appuntamento. Non è accettabile che possa prenotarsi chi ha il dito più veloce o chi ha più fortuna. Purtroppo la sola cura che adesso abbiamo è la vaccinazione e doveva essere garantita ai cittadini ce ne hanno più necessità». —
Alessandra Bernardeschi
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