Il Tirreno

IL CASO

La Baracchina sul lungomare di Cecina "ingoiata" dalle onde

Maria Meini
La baracchina del mare: l'erosione e il porto hanno mangiato tutta la spiaggia
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La baracchina del mare: l'erosione e il porto hanno mangiato tutta la spiaggia

Minacciata dall’erosione e dai lavori del porto, appello per la spiaggetta di Villa Ginori. «In attesa che sia costruito l’argine remoto almeno rinforziamo la massicciata»

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CECINA. Saluti da Marina, provincia... di Normandia, scherza un vecchio pescatore. Ma qui non è colpa dell’alta marea: il baretto bianco e azzurro si apre su ciò che resta della spiaggia di Villa Ginori, la più antica di Marina di Cecina, tuffandosi nelle onde del mare. Travolto ad ogni tempesta. Cosa sta succedendo alla “Baracchina sul mare”? Dal 1967, come avverte l’insegna dipinta su una tavola da surf, il caratteristico bar in legno si erge sugli scogli e un fortino in cemento dell’ultima guerra mondiale che funge da basamento. Ma anno dopo anno la spiaggia di sabbia che si apriva sotto la scogliera è sempre più risicata, una striscia ormai inesistente, perché le onde hanno eroso tutto l’arenile mettendo a nudo lo scoglio. Chi si affaccia dalla veranda si sporge direttamente in acqua.

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Che cos’è successo? «È l’erosione che ha creato questo problema - dice il titolare Mauro Bellucci, che gestisce il bar insieme alla figlia Ana Maria e al socio Sergio Cingolani – ma da quando hanno costruito il porto, qui a breve distanza, la situazione è precipitata. La cosa paradossale è che accanto a noi (indica la spiaggia dei bagni Bisori, e più a sud fino al Girasole) hanno fatto le opere di ripascimento e infatti la spiaggia ha recuperato molto spazio in profondità, invece qua sotto al bar è un disastro. Abbiamo chiesto al Comune di poter almeno rafforzare la scogliera e la massicciata che rischia di sprofondare insieme al bar, in attesa che costruiscano l’argine remoto sul fiume. Ci hanno ascoltato ma per ora non è successo niente, qui siamo tra il Demanio e la caserma, speriamo di poter continuare a lavorare».

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La Baracchina sul mare è un pezzo di storia di Cecina. Da sempre legata alle sorti del fiume e della sua foce. Prima dell’alluvione del 1966 il bar si trovava proprio lungo la sponda del fiume Cecina, gestito da Lina Taccola. Dopo la grande alluvione, per ragioni di sicurezza è stato trasferito sotto la caserma villa, il più antico insediamento di Marina. Di epoca settecentesca, al suo interno ospita anche una torre del Cinquecento, costruita per difendere la costa dalle incursioni dei pirati.

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Nel 2006 la Baracchina è stata completamente ricostruita, ed è gestita dalla famiglia Bellucci: dopo il padre, Ana Maria Bellucci sta subentrando alla guida del bar, che è diventato un punto di ritrovo sia durante il giorno che la sera per l’aperitivo. Aperto da aprile a novembre.

Fino a una ventina di anni fa la spiaggia che si apriva nell’insenatura davanti alla caserma era la “prima spiaggia” dei marinesi. Lungo la scogliera che la separa dai bagni Bisori c’era un piccolo attracco dei pescatori, quelli a cui si ispira l’inno della “Madonnina del mare”. Non a caso i Bisori sono il più antico stabilimento balneare. E questa è la spiaggia dei primi amori di Carlo Cassola, il grande scrittore che a Marina ha ambientato i suoi romanzi di formazione, come “Tempi memorabili”. È sulla spiaggia dei Bisori che il protagonista del romanzo, Fausto, insieme a un amico calcolava l’ora del bagno sintonizzando l’orologio sul vetro di una casa di Castagneto Carducci che alle undici precise si accendeva e cominciava a sprizzare riflessi che arrivavano fino a Marina di Cecina. —

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