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Regole alterate continuamente anche dopo l’inizio delle indagini
SAN VINCENZO. Nel palazzo comunale di San Vincenzo si è continuato ad alterare le regole anche lo scorso gennaio. Eppure, il sindaco Alessandro Bandini, e non solo, era a conoscenza dell’indagine e della lente della Procura di Livorno. A sottolinearlo è il giudice delle indagini preliminari come elemento a supporto degli arresti domiciliari a carico del primo cittadino disposti dal 9 marzo.
Il quarto giorno ai domiciliari nella propria abitazione Bandini, ovvero il 12 marzo, ha affidato al suo legale la lettera con cui ha annunciato le sue dimissioni da primo cittadino, definendole «irrevocabili» in una lettera dove professa la sua «totale innocenza» e conferma la «piena fiducia nell’autorità giudiziaria».
Disinvoltura. Permeabilità agli interessi esterni. Così viene bollata la condotta di Bandini nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari con cui è finito ai domiciliari. A lato della corruzione, che vede ai domiciliari anche gli imprenditori di Venturina Terme David Dal Pont e Lauro Dal Pont, nell’ordinanza viene tratteggiato un sistema clientelare. Una rete funzionale all’amministrazione del consenso.
Coinvolto l’ex assessore ai Lavori pubblici Antonio Russo, a cui viene risparmiata la misura cautelare poiché non ha più un ruolo nella macchina amministrativa, i tre quarti dell’attuale giunta, tecnici comunali, imprenditori, professionisti.
In tutto sono 26 le persone coinvolte a diverso titolo. Tra questi la vicesindaca Delia Del Carlo e gli assessori al Turismo Elisa Malfatti e all’Urbanistica Massimiliano Roventini. L’unico a essere rimasto estraneo è l’assessore ai Lavori pubblici Marco Bonicoli. Disposta l’interdizione temporanea dai pubblici uffici per l’ex segretario comunale e dirigente dell’Urbanistica Salvatore De Priamo. —
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