Il Tirreno

«Non c’era spazio per la rotatoria e non si può forzare un territorio»

Anna Cecchini
«Non c’era spazio per la rotatoria e non si può forzare un territorio»

Mimmo Di Cesare sul rondò sull’Aurelia a Castiglioncello «Una struttura deve essere funzionale, e quella non lo era»

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CASTIGLIONCELLO. «Non si può forzare un territorio che ha determinate caratteristiche, una rotatoria ha un senso se ci sono gli spazi adeguati». Mimmo Di Cesare, professore di arte, scultore e esperto di architettura urbana, non ha dubbi. La rotatoria sperimentale realizzata nove mesi fa tra la via Aurelia, via Fucini e via Zug «fatta in quella maniera era discutibile, perché è evidente che mancano gli spazi. E ripeto che una struttura del genere ha senso se esistono le superfici adeguate. Lo spazio deve essere vivibile e funzionale e quell’incrocio con la rotatoria di quelle dimensioni non lo era».

Di Cesare interviene nel dibattito riguardante la congruità di costruire una rotatoria definitiva lungo la via Aurelia a Castiglioncello, all’altezza dell’intersezione con via Zug e via Fucini. Rotatoria che un anno fa furono gli stessi negozianti del paese a chiedere al Comune, durante un incontro per fare il punto sui lavori di pedonalizzazione di piazza della Vittoria e sulla viabilità nel centro di Castiglioncello. Una viabilità che, soprattutto durante la primavera e l’estate, veniva appesantita dal passaggio di quegli automobilisti che non trovando spazi per invertire la marcia lungo la via Aurelia, usavano il meandro di strade del promontorio per tornare sulla strada principale. Da qui la decisione dell’amministrazione di realizzare, nel giugno dello scorso anno, una rotatoria sperimentale sulla via Aurelia. Strisce gialle verniciate sull’asfalto e segnaletica verticale per avvisare gli automobilisti della presenza del rondò sperimentale.

Pochi giorni dopo la realizzazione del rondò è partito il dibattito: da una parte i commercianti soddisfatti di osservare un traffico più snello, e dall’altra tanti automobilisti e anche ex vertici della Ctt (Compagnia Toscana trasporti), che hanno sottolineato più volte l’evidente carenza di spazio per consentire a bus e mezzi pesanti di utilizzare la rotatoria in sicurezza.

Il Comune ha portato avanti una serie di verifiche, ipotizzando di ampliare la superficie della rotatoria erodendo spazio dal giardino antistante l’ufficio turistico. Ma è chiaramente emerso il problema della sottostante galleria ferroviaria, che, sempre per ragioni di sicurezza, non permette di costruire sulla copertura una rotatoria su cui transitano centinaia di mezzi ogni giorno. Da qui la decisione dell’amministrazione, che nei giorni scorsi ha fatto cancellare le strisce di delimitazione della rotatoria. Generando la polemica dei commercianti, che tornano a sottolineare come il promontorio tornerà a saturarsi di auto.

«Si deve capire – prosegue Di Cesare – che devono essere le persone ad adattarsi all’ambiente, e non il contrario. Le caratteristiche di Castiglioncello non si possono cambiare: ci sono strade strette e, per tornare al tema della rotatoria ipotizzata, anche mangiando qualcosa dal giardino dell’ufficio turistico, sarebbe rimasto il problema del marciapiede rialzato sul versante lato mare dell’Aurelia. Insomma lì non si può fare una rotatoria. In questi mesi ho osservato che il 90% delle auto in arrivo da nord non rispettavano le indicazione e alla rotatoria sperimentale andavano a diritto».

Detto questo, Di Cesare sottolinea che è indispensabile trovare il modo di far rallentare le auto lungo la via Aurelia. «Nel tratto da nord della piazza fino a Portovecchio – termina – le auto vanno troppo veloci. Allora perché non mettere altri dissuasori? Uno dei quali qualche metro a nord rispetto a dove era stata fatta la rotatoria sperimentale. In questo modo i mezzi entrerebbero nel centro del paese a velocità adeguate, che non devono superare i 40 chilometri orari». —

Anna Cecchini

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