Il Tirreno

Cancellata la rotatoria sperimentale a Castiglioncello, ma i negozianti del centro protestano

Alessandra Bernardeschi
L’incrocio tra Aurelia, via Zug e via Fucini dove sono stati cancellati i segni della rotatoria (foto Michele Falorni/Silvi)
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L’incrocio tra Aurelia, via Zug e via Fucini dove sono stati cancellati i segni della rotatoria (foto Michele Falorni/Silvi)

Eliminate le strisce che delimitavano il rondò tra Aurelia e via Fucini. I commercianti: «Il promontorio si riempirà di auto»

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CASTIGLIONCELLO. È bastato raschiare l’asfalto per far scomparire quelle righe dipinte di giallo che delimitavano gli spazi della rotatoria sperimentale nata all’incrocio di tre strade: via Zug, via Fucini e via Aurelia. Il Comune ha deciso che l'opera, richiesta dai commercianti, non s’ha da fare. Vale a dire che non diventerà definitiva.

Molti operatori non ci stanno. Wilma Mattioli, del caffè La Piazzetta è tra quelle che ha lottato fortemente per la rotatoria: «Purtroppo se le persone non vivono Castiglioncello non possono comprendere appieno i problemi della viabilità. È vero, la rotatoria sperimentale era stretta ma pensavamo che il Comune potesse trovare soluzioni tecniche per ampliarla. Adesso che piazza della Vittoria e via Fucini sono diventate pedonali, chi arriva da Rosignano Solvay, e vuole tornare indietro, non trova un punto per fare inversione di marcia. E dunque o si immette in via Biagi e in via Torino per poi intraprendere un percorso fatto di giravolte e tornare sull’Aurelia, o gira per via Zug e passa da via Macchiaioli. Un strada stretta, densamente trafficata sia in estate che in inverno. Ultima soluzione – continua Mattioli – imboccare via Zug per poi girare in via Derna e tornare sull’Aurelia. Purtroppo l’incrocio tra via Derna e l’Aurelia è pericoloso perché non c’è visibilità e perché via Derna è in discesa. Adesso molti automobilisti fanno inversione di marcia sfruttando lo spazio davanti all’ingresso principale del parco del castello Pasquini. Una zona pericolosa perché dietro una curva. Quindi una soluzione va trovata. Magari provare a fare una rotatoria davanti alla Stazione di Castiglioncello».

Della stessa idea Luca Meozzi del negozio Pesca Sport in via Fucini: «La rotatoria era un punto di sfogo importante per il traffico – dice – e sono rimasto stupito che il Comune abbia deciso di non realizzarla definitivamente. In fin dei conti non ci sono stati problemi seri e sarebbe bastata una soluzione tecnica per ricercare misure idonee. Infine, da non sottovalutare, la rotatoria serviva anche per rallentare la velocità di auto e motociclette che, dall’altezza di via Zug fino alla curva del Quercetano, spesso transitano a velocità elevata. Fare il giro per poi sboccare su via Derna aggrava una situazione già di per sé pericolosa. Gli spazi andavano studiati nei minimi particolari. Adesso gli automobilisti che vengono da Rosignano non hanno nessun luogo dove fare inversione di marcia». Chiede una soluzione anche Romeo Gatti del Caffè Ginori: «La rotatoria faceva comodo. Vero che le misure non erano regolamentari ma serviva comunque per fare inversione di marcia e per non appesantire il traffico del promontorio o in via dei Macchiaioli, soprattutto in estate quando scatta al Ztl. Il turista che arriva deve sapere dove andare e non infilarsi in stradine che non conosce. Dovevano trovare una soluzione tecnica o, a questo punto, provare a fare una rotatoria davanti alla Stazione». «La rotatoria faceva comodo – dice Saveria Pardini fotografa di Castiglioncello – soprattutto per alleggerire il traffico sul promontorio. Vero che le misure non erano regolari ma chi conosce Castiglioncello sa quali siano i problemi di viabilità». —

Alessandra Bernardeschi

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