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Il sindaco di Cecina replica alle accuse: «Chi mi attacca non sa. Ecco come ho vissuto la quarantena»

Il sindaco di Cecina replica alle accuse: «Chi mi attacca non sa. Ecco come ho vissuto la quarantena»

La risposta dal primo cittadino arriva con qualche giorno di distanza. Pazzaglia in particolare chiedeva a Lippi se era vero che era uscito prima della fine della quarantena

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CECINA. La risposta dal primo cittadino arriva con qualche giorno di distanza. Era stato il capogruppo di Cecina Insieme, Federico Pazzaglia, ad aprire il fuoco contro il sindaco Samuele Lippi; seguito da altri rappresentanti del centrodestra. Sott’accusa la richiesta di proroga della zona rossa istituita per il focolaio Iacopini, che Lippi aveva avanzato alla Regione per lo scorso fine settimana. Ma anche una questione più personale: Pazzaglia in particolare chiedeva a Lippi se era vero che era uscito prima della fine della quarantena. Quarantena, lo ricordiamo, a cui è stata sottoposta l’intera giunta e i capigruppo per la presenza di un assessore positivo al Covid.

«In questi giorni – ha scritto ieri sera Lippi – mi si accusa persino di aver falsificato la mia quarantena. L'ultimo contatto con l'assessore della mia giunta risultato positivo, come si può leggere nella comunicazione che mi hanno inviato dall’Asl, è stato venerdì 19 febbraio. I giorni in quarantena 14, esattamente fino a venerdì 5 marzo. La mia quarantena è terminata dopo aver fatto un tampone molecolare e aver ricevuto l'esito negativo. Quarantena, oltretutto, che in molti abbiamo fatto (oltre alla giunta, anche capigruppo consiliari e dirigenti comunali) per "sospetta variante del virus Sars-Cov". La variante inglese – aggiunge Lippi – accertata all'interno della Rsa Iacopini tanto che in pochi giorni i casi positivi sono arrivati a 60. Se ne parla molto a livello nazionale. Lo stesso ministro della Salute, Speranza, dice che almeno il 54% dei casi di Coronavirus è legato alla variante inglese. A Cecina, invece, mi domando: che fine ha fatto?» —
 

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