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L'appello del sindaco di Rosignano Donati a Giani: "Accelerare sul nuovo ospedale"
Lettera alla Regione: servono investimenti ed un potenziamento dell'assistenza domiciliare
ROSIGNANO. Il Covid sta mettendo a dura prova i territori, ma servono risposte urgenti per potenziare le attività dell’ospedale e l’assistenza sul territorio. La rete assistenziale, in sostanza, non deve smagliarsi.
È questo il senso della lettera che Daniele Donati, come presidente della Società della Salute delle Valli Etrusche, ha inviato alla Regione, in particolare al presidente Eugenio Giani, all’assessore alla Salute Simone Bezzini, al direttore generale dell’Asl Nord Ovest Maria Letizia Casani e per conoscenza al presidente della Conferenza dei sindaci Giorgio Del Ghingaro e a tutti i sindaci della zona.
L’ospedale unico Cecina-Piombino, del resto, è una realtà a livello burocratico (certificata ormai dal ministero della Salute), ma non ha ancora visto realizzarsi tutti quegli investimenti annunciati. Con l’aggravante che, crescendo in dimensioni, non ha ancora un ruolo definito nell’ambito dell’area vasta e nelle sue interconnessioni con l’ospedale di Livorno e presidi sanitari circostanti (Volterra e strutture minori).
Cosa dice Donati? «Siamo consapevoli che l'attuale situazione legata all'epidemia da Covid 19, sta impegnando da tempo tutto il sistema sanitario regionale, a qualsiasi livello e sia per la parte tecnica che politica, assorbendo energie ed attenzioni. Crediamo tuttavia che, partendo dalle esperienze e dalle mutate necessità determinate dalla situazione pandemica, che si innestano sulle difficoltà gia preesistenti che riguardano it nostro territorio, sia necessario poter iniziare un percorso di valutazione e programmazione di risposte. Come ormai noto, la nostra zona ha affrontato le problematiche con responsabilità e senso di solidarietà territoriale, unificando nel tempo la zona distretto Bassa val di Cecina e la Zona Val di Cornia, nella Zona sanitaria Valli Etrusche, con relativa unificazione delle Society della Salute esistenti ed unione in un unico ospedale dislocato su due stabilimenti dei presidi di Cecina e Piombino».
Fatta l’unificazione, tuttavia, dovevano partire una serie di investimenti. Donati prosegue: «In questo quadro, al fine di dare piena operatività alle previsioni iniziali ed alle aspettative di miglioramento dei servizi, sia ospedalieri che territoriali, riteniamo necessario programmare un incontro con voi al fine di delineare e calendarizzare gli ulteriori passi da affrontare per poter raggiungere gli obiettivi prefissati, comprese le ulteriori necessità post pandemiche».
I principali punti che la Sds Valli Etrusche affrontare sono i seguenti: definizione del regolamento per l'Ospedale unico Valli Etrusche (ospedale di livello superiore a quello di base), per dare effettivita alle delibere ed ai percorsi effettuati, garantendo le necessarie dotazioni di personale medico e di comparto. Tanto per fare alcuni esempi. Se a Piombino va affrontata la partita del pronto soccorso e del servizio psichiatrico di diagnosi e cura, a Cecina ci sono alcuni interventi fermi da anni. Pensiamo alla sala di elettrofisiologia che non ha ancora una sua collocazione. Ma anche la quarta sala operatoria che, nonostante i tanti proclami, non è mai stata riattivata. Occorre poi decidere come organizzare il punto nascite. Oggi, come ospedale unico, potrebbe mantenere due aree a Cecina e Piombino facendo funzionare un’unica equipe. I numeri, del resto, dovranno riferirsi ad una struttura unica. Naturalmente c’è tutta la partita del personale che va affrontata, come evidenziato negli incontri che la Società della salute ha avuto con le organizzazioni sindacali.
Occorre poi una “definizione del quadro in cui si deve collocare l'ospedale delle Valli Etrusche nella rete ospedaliera della provincia e della ASL (progetto nuovo ospedale di Livorno) ed in relazione alla ventilata riorganizzazione della rete ospedaliera territoriale (progetti ospedale Volterra ed ospedaliminori), oltre che in relazione agli ospedali universitari (cui, rispetto al nostro territorio, devono essere riservate le prestazioni di alta complessita). Un occhio di attenzione in più va poi riservata al territorio attraverso il rilancio e l’ attuazione della sanità territoriale anche come frutto dell'esperienza Covid (Case della Salute, Assistenza Domiciliare, Telemedicina, Riabilitazione Campiglia). Infine c’è la necessità “di definire e programmare gli investimenti necessari nei presidi delle Valli Etrusche e sul territorio, avvalendosi anche delle opportunità offerte dal cosiddetto Recovery Fund”. —
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