Il Tirreno

La sarta dei costumi d’epoca è diventata una star della tv

Claudia Guarino
Graziella Lancioni al Tg3
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Graziella Lancioni al Tg3

Donoratico: Graziella Lancioni ha continuato a cucire abiti per il corteo storico e per la banda e dopo il servizio al Tg3 le hanno regalato altre stoffe per il suo lavoro

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DONORATICO. Sorride, la signora Graziella Lancioni e sorride anche suo marito, Roberto Granucci. Perché dopo l’articolo del Tirreno, anche la Rai ha raccontato la storia della sarta di Donoratico, mandando in onda un servizio al Tg3.«Siamo molto contenti e soddisfatti - dicono i due a una voce - Leggere di noi sul giornale e vederci in televisione per il lavoro che facciamo ci ha dato ancora più carica. Perciò, avanti così».

Perché, nonostante il Covid abbia fatto saltare il tradizionale carnevale storico di Castagneto Carducci, la signora Graziella non si è data per vinta. Ha anzi continuato a cucire gli abiti che dovranno indossare le comparse del corteo storico e i vestiti della banda, nella speranza che la prossima estate possa essere organizzata la manifestazione Intempore. «E lo sa che dopo l’articolo del Tirreno e il servizio del Tg3 ci hanno regalato altre coperte da trasformare in costumi?»

Perché, lo ricordiamo, i primi abiti di scena pensati per il carnevale storico di Castagneto sono stati creati cucendo le coperte donate dai compaesani. Tanto che all’inizio c’era l’idea di chiamare la manifestazione "il carnevale delle coperte". Poi, pian piano, col tempo alle coperte si sono aggiunte le stoffe. E il lavoro si è perfezionato, senza però mai fermarsi. «Chi ci regala le coperte poi le riconosce addosso ai figuranti, trasformate in abiti. "Bada, quella è la mi coperta", dicono spesso durante le sfilate del corteo storico che viene organizzato da sei anni per le vie del borgo. E questa cosa è molto bella».

Così, giorno dopo giorno, la signora Graziella continua a cucire nel laboratorio che ha allestito all’interno del garage della sua casa di Donoratico. A lei la sartoria piace, con le sue macchine riesce a rilassarsi. Ha lavorato una vita come sarta e non ha mai smesso. Nemmeno dopo la pensione. Le dicevano che avrebbe potuto riposarsi, ma lei non ne ha mai volto sapere di appendere la stoffa al chiodo.E mentre al piano di sopra il marito Granucci butta giù qualche nuovo progetto per il paese, Graziella Lancioni è all’opera. «Adesso sto lavorando per vestire la banda». Sono quaranta costumi e serve del tempo. Ma la sarta di Donoratico non molla. E ogni giorno aziona le sue care macchine da cucire per dare vita a una nuova creazione.

 

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