Italia
Un’altra operatrice col virus in totale 12 addette contagiate
La struttura su via Ginori viene gestita direttamente dall’azienda sanitaria Sono 28 gli ospiti positivi su 37 presenti
CECINA. A una settimana dalla scoperta dei primi contagiati dalla variante inglese del coronavirus nella rsa Iacopini, continuano a salire i casi di tamponi positivo: ieri se ne è registrato un altro tra gli operatori sanitari impiegati nella casa di risposo gestita dalle suore infermiere della congregazione dell'Addolorata Serve di Maria.
Questo il quadro della situazione fornito dalla Società della Salute Valli Etrusche: a ieri risultavano positivi 12 operatori su 36 (uno in più rispetto al giorno precedente), 28 ospiti su 37, cinque ospiti del villaggio residenziale e 12 suore su 13. Il tracciamento dei contatti, tenendo presente che sono stati contagiati anche due sacerdoti che dicevano messa nella cappella della rsa, ha intanto portato a mettere in quarantena oltre duecento persone. E il lavoro di tracciamento del dipartimento igiene e prevenzione dell'Asl continua.
Ricordiamo che tutto è iniziato dopo i risultati dei test rapidi effettuati, come da routine, il 17 febbraio. Gli esami in quel caso hanno mostrato non solo la positività al Covid, inizialmente, di 22 persone, che poi sono salite a una sessantina. Ma anche la presenza di due casi accertati di variante inglese nella residenza femminile di via Ginori. Tutte le ospiti, eccetto una, avevano ricevuto il vaccino. La donna non vaccinata, fanno sapere dall'Asl, attualmente è ricoverata all'ospedale in condizioni stabili, ma con difficoltà respiratorie. In tutto questo il protocollo legato al trattamento della variante inglese è molto stringente e prevede che siano messi in quarantena tutti coloro che hanno avuto contatti con i contagiati fino a 14 giorni prima dell'incontro. Ecco dunque che l'intero personale della Iacopini è stato sostituito da operatori dell'Asl. Il personale infermieristico e gli operatori socio sanitari sono stati dirottati alla Iacopini dall'ospedale di comunità e dai servizi territoriali. Nella casa di risposo, nel frattempo, sono stati realizzati due moduli distinti: uno destinato ai degenti sani e uno di cure intermedie per i contagiati. Dopo il “commissariamento” della struttura, il dipartimento igiene e prevenzione dell'Asl si è messo al lavoro per tracciare i contatti. Alcuni dei quali sono riconducibili a due sacerdoti che andavano a dire messa nella cappella della rsa e che sono poi risultati contagiati. I Comuni entro cui si trovano le loro parrocchie hanno dunque provveduto a fornire all'Asl la lista di coloro che, tra sabato e domenica della scorsa settimana, hanno seguito le loro messe. Don Bruno Chiavacci, uno dei due parroci, rispondendo alle domande del Tirreno, ha detto di stare bene e di trascorrere il periodo di isolamento nella sua parrocchia di Riparbella. —
Claudia Guarino
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