Il Tirreno

la sentenza 

Aggredì un uomo a coltellate condannato per tentato omicidio

P.B.

Dieci anni di carcere per il somalo che durante  una lite colpì in strada un connazionale davanti a numerosi testimoni

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Una sentenza di condanna a 10 anni per tentato omicidio e una domanda rimasta senza risposta neanche se a formularla è stato il giudice all’imputato.

Non si è ancora capito perché Abdullah Ahmed Saeed Mohamed, 30 anni, somalo domiciliato a Cecina, quella mattina di settembre dello scorso anno aggredì e colpì con ripetute coltellate un connazionale di 33 anni, ora domiciliato a Bolzano, con il quale aveva condiviso un appartamento.

«Il mio cliente ad oggi vorrebbe capire perché ha dovuto subire quell’assalto armato» afferma l’avvocato Roberto Nocent, rappresentante della parte civile che ha ottenuto 5 mila euro di provvisionale oltre alla condanna chiesta nell’entità della pena anche dal pm Giovanni Porpora.

Saeed Mohamed, difeso dall’avvocato Daniela Rondoni, è al carcere Don Bosco di Pisa dal giorno dell’arresto, avvenuto poco dopo l’aggressione al connazionale, davanti la sede della Misericordia di Navacchio, aggressione seguita dalla fuga a Cecina dove venne fermato dai carabinieri.

La richiesta del rito abbreviato subordinato a una perizia psichiatrica era stata respinta.

Al giudice che gli chiedeva perché aveva accoltellato l’ex amico, l’imputato ha risposto riferendosi a una generica lite senza precisa quali fossero stati gli effetti scatenanti di quella aggressione a col

Una volta depositate le motivazioni la difesa valuterà l’impugnazione in appello.

Saeed sferrò vari fendenti all’addome e alle gambe del malcapitato connazionale nel corso di una lite in strada davanti a diversi testimoni. Assistettero all’episodio infatti non solo il personale dell’ospedalino, ma anche i pazienti e i loro familiari che erano all’esterno della struttura .

Secondo una versione fornita ai carabinieri dal somalo riconosciuto colpevole di tentato omicidio, il suo avversario lo avrebbe offeso nel corso del litigio per ragioni che a distanza di tempo non sono state ancora messe a fuoco. Sta di fatto che quella mattina di settembre, il 30enne iniziò un diverbio concludendolo con diverse coltellate.

Dopo l’aggressione Abdullah Ahmed Saeed Mohamed fuggì a Cecina dove risultava domiciliato, dove venne arrestato e poi portato al Don Bosco.

Il primo a riconoscerlo fu il giovane connazionale ferito. Prima di essere trasportato in sala operatoria fornì ai carabinieri le indicazioni utili per risalire all’assalitore rientrato in cella con una condanna a 10 anni per tentato omicidio. —

P.B.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani