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Finisce l’era di Matteoli alla guida del porto di Cecina: ecco chi è il nuovo presidente

Finisce l’era di Matteoli alla guida del porto di Cecina: ecco chi è il nuovo presidente

Il consiglio di amministrazione, riunitosi il primo febbraio, ha infatti deciso di revocare le deleghe. Intanto la società va verso il concordato

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CECINA. Finisce l’’era di Giuliano Matteoli alla guida del porto di Cecina. Finisce nei giorni in cui la società, impegnata nella delicata operazione di completare darsena e comparto immobiliare, ha chiesto il concordato in continuità. Una scelta quasi obbligata di fronte ad una situazione finanziaria divenuta negli anni difficilissima da sostenere, a fronte anche di impegni d’investimenti contratti con un partner privato - la cordata russo-americano - che oggi sembrano non concretizzarsi, restano invece in piedi il contatto con l’investitore toscano rappresentato dal gruppo Piccionetti.

Il consiglio di amministrazione, riunitosi il primo febbraio, ha infatti deciso di revocare le deleghe al presidente Matteoli nonché amministratore delegato della Porto di Cecina spa, affidando l’incarico ad Emilio Salvadori .
Il consiglio di amministrazione e lo stesso Salvadori, nell’ultimo incontro, hanno confermato la loro volontà di perseguire quanto in loro potere “per addivenire ad una rapida soluzione della crisi”. La revoca delle deleghe a Matteoli - come spiega in un comunicato il cda - è legata all’incompatibilità di Matteoli con la controparte impegnata nella procedura concordataria.

«Premettiamo che la sofferta decisione di revocare le deleghe e la carica al presidente - spiegano - è motivata esclusivamente dalla necessità di procedere, nell'interesse della società, ad una fase di eventuale trattativa che sarebbe stata condizionata pesantemente dalla presenza di personale incompatibilità tra il presidente signor Matteoli ela controparte coinvolta nella fase di procedura concordataria. I consiglieri che hanno ritenuto necessario ricorrere alla revoca delle deleghe e della carica al non imputano nessun addebito diretto di responsabilità, né rinnegano precedenti scelte condivise riconoscendo anzi a Giuliano Matteoli il merito di essere fin qui riuscito a gestire una difficile situazione aggravata da una crisi generale economica deteriorata ancora di più dalla attuale situazione pandemica».

E aggiungono nel comunicato al termine della riunione: «Le azioni sin qui decise sono tutte orientate a proteggere i soci azionisti, la società ed il personale tutto, da eventuali rischi a cui potremo essere esposti. Confidiamo di operare nel rispetto delle regole e determinati ad uscire quanto prima da questa situazione. Il prossimo passo è quello di condurre l’assemblea dei soci il giorno 13 febbraio, e vedere l’elezione del nuovo Consiglio di amministrazione che sarà determinante per le sfide che ci attendono».

«Il Consiglio di amministrazione ed il presidente Emilio Salvadori, desiderano dare pubblicamente atto al presidente Matteoli che ha sempre messo la faccia per la realizzazione del porto nonostante i rischi e le difficoltà che si sono via via presentate. Desiderano altrettanto far notare che il suo coraggio è una dote rara. È molto difficile trovare persone coraggiose come lui. Purtroppo la crisi economica che da tempo imperversa in gran parte della Terra ha comportato tanti e tali cambiamenti che ci hanno condizionato fortemente. La normalità è divenuta una variabile incontrollata. I mercati si sono snaturati. Quando ormai, dopo tante avversità, eravamo ormai prossimi a trovare la soluzione, la pandemia ci ha tolto anche questa possibilità. Solo la sua tenacia poteva competere con tante avversità».

Quindi la conclusione del consiglio di amministrazione della società Porto di Cecina: «Desideriamo ringraziare il presidente Matteoliper il grande contributo che hafornito al nostro progetto. Se non fosse stato per lui, l’attuale struttura, seppur incompleta, che vede all’ormeggio più di 600 barche, non ci sarebbe stata. Non solo il cda ma Cecina tutta gli è debitrice». —

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