Il Tirreno

Quattro pecore uccise sulle colline di Cecina. Il pastore: «Ora abbiamo paura»

Claudia Guarino
Quattro pecore uccise sulle colline di Cecina. Il pastore: «Ora abbiamo paura»

È successo vicino alla casa del proprietario, nella campagna di Collemezzano. Secondo la polizia provinciale «è stato un lupo, un ibrido o un grosso canide»

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CECINA. Una mattina si è svegliato, è andato a controllare gli animali e ha trovato quattro capi a terra: due agnelli, una pecora e un montone. Tutti morti. «Sicuramente è opera di un lupo, di un ibrido o di un grosso canide», spiega il comandante della polizia provinciale Maurizio Trusendi, intervenuto sul luogo per eseguire gli accertamenti. Siamo a Collemezzano, in via Po, nel prato recintato dell'azienda agricola Le Spianate. Un paio di giorni fa, intorno alle 7, Enio Cetti si dirige verso il recinto delle pecore per governarle. È a quel punto che si trova davanti ciò che definisce «uno scempio».

Gli animali erano a terra, sparpagliati nel perimetro del prato, immobili e insanguinati. Avvicinandosi, Cetti si è reso conto, interdetto, che le pecore erano state azzannate a morte e che avevano segni di morsi sia sul collo che in altre parti del corpo. «Abbiamo perso un montone, una pecora incinta e due agnellini di un mese – dice Cetti – Una cosa del genere qui, a cento metri dalla nostra casa, non era mai successa». Dopo aver osservato le sue pecore a terra, l'agricoltore si è messo in contatto con la polizia provinciale e con il servizio veterinario dell'Asl. Il veterinario dell'Asl, che ha prelevato alcuni campioni per le analisi di rito. I proprietari delle pecore hanno poi contattato una ditta per far portar via le carcasse, che sono state destinate allo smaltimento.

«Gli animali sono stati morsi alla gola e in parte divorati – spiega Trusendi – Durante il sopralluogo non abbiamo trovato tracce visibili da analizzare, come deiezioni o quant'altro, quindi non possiamo avere riscontri dal dna (che avrebbe potuto dire con certezza la tipologia del predatore ndr). Ma lo stato delle pecore indica l'opera di un lupo, di un ibrido o di un grosso canide». Trusendi spiega che la polizia provinciale, di recente, ha ricevuto diverse segnalazioni legate ad avvistamenti di lupi in zona. «Sono presenti nei boschi, ma non c'è bisogno di allarmarsi, non esiste infatti documentazione che attesti l'esistenza di attacchi alle persone. I lupi non sono aggressivi verso l'uomo. Diverso il discorso del bestiame: se un lupo trova animali da preda allora capita che si avvicini per mangiare». Ed è ciò che, con ogni probabilità, è successo in via Po. Gli agricoltori delle Spianate hanno anche altri animali, che non sono stati toccati dai predatori perché in quel momento non si trovavano nel prato con le pecore azzannate. «Non è stato bello dover dire ai nipotini che Ottone, Margherita e gli agnellini erano stati sbranati dai lupi. Adesso cosa dobbiamo aspettarci? Di vederli tornare?»

Oltre all'amarezza data dal fatto, a lasciare interdetti gli agricoltori sono anche i commenti apparsi sui social, dove hanno pubblicato un video per raccontare che cosa è successo alle loro pecore. «Perché ci siamo permessi di dire che sarebbe meglio non avere i lupi in casa ci hanno suggerito di trasferirci e ci stanno massacrando. Non ci sembra giusto, questa è una casa di campagna, non un parco protetto». —

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