Italia
Si siede sulla ringhiera del terrazzo: «Mi butto» Salvato dai carabinieri
CECINA. Voleva buttarsi dal quinto piano. «Aiuto, sento una persona che sta gridando». Sono le 14 di martedì scorso quando i carabinieri della Compagnia di Cecina, diretti dal capitano Christian Bottacci, ricevono in sala operativa la chiamata allarmata di una cittadina che sente una persona urlare. È un uomo sulla terrazza condominiale di un palazzo della periferia, proprio vicino a dove abita lei, e se ne sta seduto a cavalcioni sulla ringhiera.
Può precipitare da un momento all’altro e bisogna fare presto. Molto presto. La pattuglia dei militari arriva a sirene spente, senza fare rumore per non allarmarlo ulteriormente, visto che la situazione è estremamente delicata e servono molta calma e cautela.
Poi i militari lo vedono in alto a cavalcioni. Dieci metri di altezza, anche di più. Lui se ne accorge e cambia lato, mettendosi sempre a sedere e in posizione pericolosissima. I carabinieri non demordono, continuano a tenerlo a vista girando l’angolo dell’edificio, poi per puro caso e senza suonare i campanelli trovando il portone aperto e salgono fino al quinto piano, con l’unico obiettivo di salvarlo il prima possibile ed evitare che si lanci nel vuoto.
Lo vedono, ormai sono vicini: ci parlano per cercare di tranquillizzarlo. Lo mettono a suo agio, gli fanno capire che c’è possibilità di risollevarsi. Poi lui – un cecinese di 40 anni – si convince e viene afferrato per le braccia e riportato dentro il suo appartamento.
Poi, insieme a un familiare che viene avvertito su sua richiesta e arriverà immediatamente in casa, raggiungerà il pronto soccorso dell’ospedale di Cecina per essere visitato dai medici. Non con l’ambulanza del 118, che non viene neanche allertata, ma solo perché – su esplicita richiesta della famiglia – in questo modo si sarebbe potuto agitare ancora di più e le cose sarebbero potuto peggiorare. —
S. Tag.
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