Il Tirreno

Vada: cosa cambia 

Due negozi in centro chiudono per sempre «Ci mancherà l’affetto della gente»

Anna Cecchini
Due negozi in centro chiudono per sempre «Ci mancherà l’affetto della gente»

Donatella e Daniela Bontà hanno avuto Mbm per 42 anni Marisa Bientinesi è stata titolare per 35 anni di Frizzy mode

3 MINUTI DI LETTURA





VADA. Il nuovo anno ha portato la chiusura di negozi storici nel centro del paese. Si tratta di “Frizzy mode” su viale Italia, dove Marisa Bientinesi ha trascorso trentacinque anni della sua vita tra abiti, prodotti tessili e intimo, e del negozio “Mbm” sulla via Aurelia in cui le sorelle Antonella e Daniela Bontà dal 1978 hanno proposto ai clienti articoli per la pesca e il campeggio. Ambedue i negozi sono a ridosso della centrale piazza Garibaldi e sono colonne portanti del commercio vadese.

La crisi economica legata alla pandemia di certo non ha invogliato le titolari a portare avanti le loro attività, ma in verità già da mesi avevano deciso di abbassare la saracinesca e godersi la pensione.

Bientinesi ha 69 anni ed è originaria di Suvereto. «Ma da cinquant’anni vivo a Vada - dice - I primi anni ero impiegata in ufficio a Rosignano Solvay, ma non ero convintissima di quel lavoro. Allora decisi di licenziarmi. Ricordo che dissi a me stessa che nella vita avevo imparato tante cose e che avrei imparato anche a fare la commerciante». Così è stato, visto che ha seguito la sua attività con passione e impegno.

« Il negozio - ricorda - era nato solo con la vendita di intimo per uomo donna e bambino, poi quando c’è stata la liberalizzazione delle vendite ho messo il settore tessile (biancheria per la casa, copricostumi, vestiti)». E “Frizzy mode” è diventato un punto di riferimento per i vadesi, ma anche per i turisti che nella frazione trascorrono le loro vacanze estive. «La cosa più bella del mio lavoro - sottolinea Bientinesi - è stato il rapporto con le persone, mi mancherà tantissimo. Era bello quando in estate, appena i turisti arrivavano mi venivano a salutare. Avrei voluto chiudere in bellezza, con una festa per tutti. Ma con il coronavirus non è possibile».

Bientinesi però ha trovato ugualmente di salutare e ringraziare i suoi clienti, con un messaggio appeso sulla vetrina: «Voglio ringraziare tutti quelli che sono venuti a comprare da me, permettendomi di restare aperta per ben 35 anni. Voglio anche ringraziare tutti quelli che sono venuti a chiacchierare un po’ con me cercando di farmi compagnia e cercando di aiutarmi a tirare avanti».

Anche le sorelle Bontà, dopo quarantadue anni dietro al bancone, hanno deciso di andare in pensione. «Abbiamo cominciato nel ’78 - spiega Daniela, che ha 60 anni - in un fondo qualche metro più in là e vendendo mobili, elettrodomestici e bombole del gas. Due anni dopo, abbiamo comprato questo negozio e incrementato il tipo di articoli da vendere». Così, per oltre quattro lustri, lei e la sorella Donatella, di tre anni più grande, hanno accolto migliaia di clienti. Con un superlavoro estivo, quando Vada si riempie di turisti alla ricerca di maschere per andare sott’acqua, canne da pesca e mute.

«Abbiamo maturato i requisiti per la pensione - dice Donatella Bontà - e speravamo di trovare un acquirente così da evitare che il negozio chiudesse. Purtroppo non abbiamo trovato nessuno, ma non abbiamo cambiato idea e abbiamo chiuso il 31 dicembre». Le sorelle Bontà si commuovono quando ricordano la loro vita di commercianti. «Abbiamo avuto - dicono - clienti fantastici, alcuni in questi giorni ci hanno mandato biglietti toccanti e poi hanno scritto messaggi su fb. In questi 42 anni abbiamo visto nascere bambini, che poi sono diventati uomini e non hanno mai smesso di servirsi da noi. Soprattutto in estate le nostre vite erano qui in negozio, visto che restavamo aperti anche la sera dopo cena. Chiudere un negozio storico è una decisione difficile dal punto di vista affettivo, ma era giusto fare così. Adesso proviamo a vedere come si sta senza avere un impegno quotidiano, e ci dedichiamo alle nostre famiglie e alla cura del giardino». —

Anna Cecchini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino