Il Tirreno

Promesse, ma niente piscina per due bambini disabili

Promesse, ma niente piscina per due bambini disabili

Da due mesi le mamme chiedono la riapertura straordinaria di una struttura per i figli 

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La storia

Due mesi. Tanto è passato dall'appello di due madri. Parole che sono state ascoltate, a cui hanno fatto seguito tante promesse, ma per ora niente si è concretizzato. Eppure tutti sembravano propensi ad una soluzione rapida e favorevole della vicenda. «I nostri bimbi hanno difficoltà motorie – avevano detto a fine ottobre, quando erano scattati i divieti per la pandemia di Covid, Alessandra Aliboni e Carolina Marrazzo, mamme di Anna e Lorenzo, di 11 e 10 anni – Il nuoto è indispensabile e la chiusura delle piscine avrà sicuramente ripercussioni negative sulla loro salute. Aiutateci».

Il grido d’aiuto

Di fronte a questo grido d'aiuto, lanciato dalle pagine del Tirreno, sindaci del comprensorio e Società della salute si erano detti da subito disponibili a trovare una soluzione, affinché i bambini potessero usufruire di un impianto dove svolgere attiviutà motoria. Prima si era provato, purtroppo senza successo, a cercare un modo per aprire la piscina comunale di Cecina, dopodiché era stata annunciata l'entrata in funzione, a scopi assistenziali e per i bimbi disabili, dell’impianto Ego di Rosignano. Il prefetto della provincia Livorno Paolo D'Attilio si era immediatamente interessato al caso di Anna e Lorenzo, dichiarandosi favorevole ad un'eventuale apertura della vasca per fini terapeutici e dicendo che, una volta ricevute le carte, avrebbe dato il nullaosta per riprendere le attività, così come già accade in altri comuni. E si è fatto parte attiva affinché la soluzione si concretizzasse in breve tempo.

Altrove si può...

A Livorno, per esempio, c'è una piscina che funziona e accoglie da settimane atleti e disabili. Non così a Cecina e Rosignano. E anche la volontà del prefetto si è scontrata con le difficoltà burocratiche. Siamo infatti arrivati a fine dicembre, l'ok del prefetto c'è, ma niente è per ora cambiato. Due mesi non sono infatti bastati per concretizzare: la Ego è ancora chiusa al pubblico e Anna e Lorenzo continuano a dover rinunciare alla possibilità di stare meglio. Niente vasca e niente nuoto, nonostante i decreti permettano l'attività terapeutica in acqua.

Una vicenda che dovrebbe indignare tutti quanti perché per questi bambini non praticano nuoto per sport o per divertimento - che pure sarebbe importante ma lo fanno perché per loro è una terapia, quasi una cura. Ed è incredibile che in due mesi non si sia trovata uUnna risposta all’appello delle madri.

Mamme e burocrazia

«Penso che quando si parla di bambini con problematiche la burocrazia dovrebbe essere snellita – dice Alessandra Aliboni– Possibile che serva così tanto tempo per riuscire ad aprire una piscina?». A quanto pare sì: la burocrazia è più forte dei sentimenti.

Dalla Società della Salute Valli Etrusche fanno sapere questo: «Il prefetto ci ha dato l'ok. Ma non sappiamo ancora quando sarà garantita l'apertura della piscina, probabilmente partiremo dopo le feste». Intanto il tempo passa e l'auspicio è che Anna, Lorenzo e tutti gli altri bambini con necessità non debbano aspettare altri mesi. La società Salus, già titolare di una convenzione con l'Asl proprio per attività assistenziali da effettuare nelle vasche della Ego alle Morelline, ribadisce la sua disponibilità a lavorare con i bambini.

«Manca il permesso»

«Siamo felici di metterci a disposizione di chi ha bisogno - dice Alessandro Paternostro, dirigente Salus – E siamo pronti a rendere fruibile l'impianto anche per più tempo rispetto a quello richiesto, se dovesse servire. Ma per poter partire dobbiamo ricevere una comunicazione ufficiale». Che ancora, evidentemente, non c'è. E il tempo passa.

Ricordiamo che tutto ha avuto inizio alla fine di ottobre, con le parole di Aliboni e Marrazzo, dopo lo stop per decreto delle piscine: «Per i nostri bambini – hanno detto le due donne al Tirreno - un'ora in piscina è ossigeno. In vasca fanno attività fisica e scaricano lo stress. E tutto ciò è essenziale». Perché Anna ha difficoltà motorie, Lorenzo è nello spettro dell'autismo e il nuoto li aiuta (o meglio, li aiutava) a stare meglio.

Cecina chiusa

Per questo il sindaco di Cecina Samuele Lippi, dopo aver appreso attraverso Il Tirreno le necessità dei due bambini, aveva detto che avrebbe parlato con la Società della Salute per trovare una soluzione. Naufragata l'idea di far ripartire la piscina comunale di Cecina, dove nuotavano Anna e Lorenzo, perché considerato un impianto troppo grande e, dunque, troppo costoso da attivare per poche persone, la scelta è quindi caduta sulla Ego di Rosignano. Lippi ne parlò a inizio dicembre, sottolineando che c'erano adesioni anche da parte di altri bambini e che per l'apertura dell'impianto mancava solo il via libera del prefetto.

Adesso dall'ufficio del prefetto fanno sapere che “l'ok c'è stato”. Ma la piscina rimane chiusa. Almeno per ora. —

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