Il Tirreno

ALLARME IN CENTRO 

Via Buozzi chiusa per ore Affiora una bomba a mano e arrivano gli artificieri

Michele Falorni
Via Buozzi chiusa per ore Affiora una bomba a mano e arrivano gli artificieri

Si tratta di una granata inesplosa risalente alla seconda guerra mondiale affiorata durante i lavori di manutezione stradale

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CECINA

Agli artificieri della Polmare di Livorno sono serviti pochi minuti per chiudere la bomba a mano americana dentro a una scatola e portarla via in attesa di farla esplodere. Ma ieri poco dopo mezzogiorno, davanti alla pasticceria Principe in via Bruno Bozzi, Marco Laurenza, titolare dell’omonima ditta di escavazione, e i suoi dipendenti hanno vissuto attimi di paura. Proprio a un passo dal marciapiede svolgevano un lavoro assegnato dal Comune: aprire una griglia per raccogliere l’acqua piovana che, anche in questi giorni, è caduta abbondante. Mentre scavavano a mano, l’ordigno di fabbricazione statunitense, rimasto nel sottosuolo dalla fine della seconda guerra mondiale, è apparso. «Il caso ha voluto – spiega Laurenza – che in quel momento passasse a piedi il maresciallo dei carabinieri Americo Tuccini. Lo abbiamo fermato e a lui ci siamo rivolti per capire come comportarci”. Il sottoufficiale ha telefonato al capitano della Compagnia di Cecina Christian Bottacci, che subito ha contattato la prefettura e la questura. La zona è stata transennata, le persone sono rimaste in casa e poco dopo sono arrivati i poliziotti della squadra artificieri da Livorno. Che, in poche parole, hanno confermato la pericolosità della situazione, “in quanto la granata – prosegue Laurenza – aveva la spoletta rotta. La peggiore delle ipotesi. Per fortuna durante le operazioni non abbiamo utilizzato mezzi meccanici e non è successo niente». Forse sarebbe potuta esplodere, sebbene sia rimasta sepolta per quasi 70 anni. Gli uomini specializzati in questo tipo di interventi, hanno controllato con cura l’ordigno, ricostruendone la storia e informando il titolare della ditta del delicato momento in cui lui e i suoi dipendenti si sono trovati, proprio perché il congegno che attiva l’accensione della carica interna esplosiva era danneggiato. Per loro, ormai abituati a questi casi, è stato semplice prendere le dovute precauzioni e, con la cautela che sempre certi imprevisti richiedono, poggiare l’ordigno dentro a una scatola e quindi metterlo in sicurezza prima di portarlo via. La bomba poi esploderà in un luogo sicuro, ma intanto nel primo pomeriggio di ieri, il titolare della società di escavazione e movimento terra e i suoi dipendenti hanno ricominciato a lavorare per costruire la fogna.



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