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Il Soroptimist nelle scuole «Pari opportunità già da bimbi»

Il Soroptimist nelle scuole «Pari opportunità già da bimbi»

Nella Giornata contro  la violenza sulle donne  ricordata anche la stanza per accogliere le vittime nella caserma dei carabinieri

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ROSIGNANO

Un percorso all’interno delle scuole, per insegnare fin da piccoli il concetto di pari opportunità. Questo il progetto lanciato dal Soroptimist international nell’ottica di sostenere “Orange the world" contro la violenza sulle donne.

Il soroptimist Club Costa Etrusca, nella giornata internazionale contro la violenza, ha organizzato una incontro via webinar con la partecipazione dell'avvocata Cristina Cerrai, consigliera per le pari opportunità della provincia di Livorno e responsabile dello Sportello Vis, centro di ascolto e supporto alle vittime di reato. «Non a caso - fa sapere il Soroptimist - la chiamiamo “avvocata, perché, come ha affermato la relatrice, anche il linguaggio è importante per riconoscere e dare un’identità alla donna che riveste un ruolo importante».

Nell'occasionei carabinieri di Cecina, sotto la responsabilità del Comandante Christian Bottacci hanno illuminato di arancione la finestra della stanza "Tutta per sé", che ormai da anni il club ha istituito all'interno della caserma per aiutare e proteggere le donne e i bambini vittime di violenza di genere. «Il comandante Bottacci e tutta la sua Compagnia sono estremamente sensibili a questo argomento - fa sapere la presidente del Soroptimist - ed hanno allestito la stanza, già operativa dal 2015, in modo che possa essere più accogliente possibile» Il comandante Bottacci, ha ribadito l«'importanza di questa stanza avuta in eredità dalla precedente Comandante della caserma. L’ho accolta con grande devozione e impegno perché funzionasse nel migliore dei modi». La presidente del club Costa Etrusca, Alessandra Magnelli ha spiegato di essere «orgogliosa di questa iniziativa. Tra i progetti che il Club porterà avanti ce n'è uno in particolare che riguarda la differenza di genere nella tenera età. Dobbiamo cominciare a lavorare già dai bambini, fin dall'asilo, per riuscire ad ottenere un cambiamento culturale, perché si possano avere "domani" uomini e donne che vivono in pari opportunità e sappiano avere rispetto reciproco». —

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