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Video e corsi di cucina insieme contro l’isolamento dei nonni

Il progetto ha come capofila Arci bassa Val di Cecina ed è finanziato dalla Regione Protagonisti sono i bimbi delle terze medie Griselli

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Si chiama “Un ponte senza età” il progetto finanziato dalla Regione Toscana e che vede protagonisti i nipoti e i nonni di Montescudaio, proponendosi di contrastare la vulnerabilità degli anziani in Bassa Val di Cecina.

Gli attori principali sono gli alunni delle due classi terze della scuola secondaria inferiore Griselli di Montescudaio, che, insieme ai loro insegnanti, hanno pensato di realizzare un video in cui i nonni possano esprimersi e raccontare le loro esperienze, partecipando ad un corso di cucina. Nel frattempo il Covid ci ha messo lo zampino, ma i ragazzi non si sono scoraggiati e hanno pensato di iniziare i contatti con una serie di interviste telefoniche, in attesa di poter “accorciare le distanze” con i nonni.

«È un progetto con un valore sociale e culturale importante – spiega l’assessora regionale all’istruzione, Alessandra Nardini – per questo lo abbiamo finanziato con 5800 euro. Mai come adesso abbiamo bisogno di costruire ponti e collanti dentro le nostre comunità, per prevenire la solitudine e l’isolamento»

“Un ponte senza età” ha come capofila l’Arci della Bassa Val di Cecina che, assieme al Comune di Montescudaio si occuperà della mappatura dei bisogni esistenti sul territorio identificando le situazioni di isolamento e organizzando forme di aggregazione sociale capaci di coinvolgere anziani e popolazione locale.

«La memoria di una comunità – osserva la sindaca di Montescudaio, Simona Fedeli – è il suo bene più prezioso. Per questo motivo siamo orgogliosi di presentare questo progetto. La narrazione, creata attraverso video e interviste dei ragazzi racconterà come le donne e gli uomini del secondo dopoguerra vivevano nel paese. Attraverso la ricostruzione dei mezzi di sostentamento del tempo, dei diversi ruoli all’interno della famiglia delle donne e degli uomini, della fisionomia dei luoghi, sarà valorizzato e tramandato il valore storico, culturale e identitario della nostra comunità».

Il progetto ha una funzione educativa intergenerazionale, permetterà di valorizzare i vissuti, gli antichi mestieri, gli stili di vita e le tradizioni in particolar modo culinarie delle famiglie contadine del primo dopo guerra, aumenterà la conoscenza del passato negli studenti oltre che stimolarne la creatività artistica, favorirà il confronto e stimolerà i legami tra giovani ed anziani.

Quando la situazione lo permetterà verranno organizzati anche momenti d’incontro dove gli anziani mostreranno le vecchie lavorazioni (delle corde, del ferro) che ormai stanno scomparendo ed insegneranno agli studenti ricette tradizionali della cultura contadina dell’epoca. —

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