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Tre rose bianche sulle panchine per Iaia pensando a tutte le donne

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Tre rose bianche sulle panchine per Iaia pensando a tutte le donne

L’associazione presieduta da Sara Cariano spiega che i dati dei femminicidi sono inquietanti «Il nostro numero di telefono è sempre attivo»

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CASTAGNETO

Tre rose bianche sulle due panchine dedicate alle donne vittime di femminicidio installate nel comune di Castagneto. Un gesto semplice e simbolico, un commosso silenzio, per ricordare Ilaria Leone e tutte le vittime di femminicidio, in occasione del 25 novembre, data in cui si celebra la Giornata contro la violenza di genere. «Lo faremo senza pubblico né clamore, con rispetto e commozione, idealmente strette ed unite – ha detto Sara Cariano, presidente dell’associazione Iaia - Le restrizioni imposte con la zona rossa non hanno risparmiato l’attività dello sportello di ascolto gestito dalle socie volontarie di Iaia e, come era già accaduto nella prima parte dell’anno, ci siamo trovate costrette a chiudere. Tuttavia, il telefono resta attivo (324 6187613) ed è possibile contattare la nostra associazione per ogni esigenza e fissare un appuntamento: il nostro impegno non viene meno, con le precauzioni e i distanziamenti necessari, possiamo proseguire i colloqui in presenza».

«Raccontare i numeri, dar conto delle oltre 60 vittime di femminicidio solo quest’anno, è necessario, perché consente di visualizzare abbastanza chiaramente che una donna viene uccisa ogni cinque, sei giorni – continua l’associazione - In questo anno così difficile ci troviamo a ribadire, in occasione di questa giornata così importante, identitaria, che sono necessarie una nuova cultura e una cura diversa nell’educare alla relazione». L’associazione spiega che è indispensabile «un’educazione che si fonda sul rispetto di sé, dell’altro e dell’altra, che si definisce lavorando sulle emozioni, sui sentimenti, sulle paure, sui desideri, per costruire nuovi ruoli: non più rigide riproposizioni di una cultura che non appartiene più a questi tempi, che non organizzi la società in base al sesso, ma sulla scorta del vero e reale valore di ciascuna e ciascuno. Sarà bello ritrovarsi uguali, a condividere gli stessi diritti e le stesse opportunità, portando con sé il bagaglio straordinario e colorato delle proprie diversità e storie. Dobbiamo ancora a lungo e con convinzione lavorare, perché l’unico vaccino che abbiamo per far fronte alla piaga rappresentata dal femminicidio, dagli stereotipi e dalla discriminazione si somministra con la cultura, la scuola e la socialità, e richiede quotidiani e responsabili richiami». —



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