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il lutto

Cecina piange Nino Porto, marinese doc ed ex consigliere di Forza Italia

Michele Falorni
Cecina piange Nino Porto, marinese doc ed ex consigliere di Forza Italia

Aveva 76 anni, dopo una febbre era stato trovato positivo al Covid: «Ciao Nino, un altro pezzo di Marina che se ne va»

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CECINA. È morto col Covid domenica mattina all’ospedale di Cecina Antonino Porto, detto Nino, ex consigliere comunale e persona conosciuta in città, soprattutto a Marina. Classe 1944, sposato con Luciana Giazzi, era il padre dell’avvocato Giovanni. Di professione assicuratore, nel 1992 si era candidato con il partito liberale alla Camera dei deputati e, poco tempo dopo, era entrato in Forza Italia . Con il movimento di Berlusconi, seduto sui banchi dell’opposizione in piazza Guerrazzi, ha sostenuto numerose battaglie. Alcuni messaggi su Facebook lo ricordano con affetto, in quanto marinese doc oltre che uomo disponibile e cordiale. Le recenti disposizioni non autorizzano i funerali, ma stamani alle 10 è prevista la benedizione della salma all’aperto, davanti all’obitorio. Poi il feretro raggiungerà Livorno per la cremazione. Il figlio Giovanni ricostruisce gli ultimi giorni di vita del padre, spiegando che il 31 di ottobre, in seguito alla febbre, è stato sottoposto a tampone, che il giorno dopo ha dato esito positivo.

«Purtroppo – afferma Giovanni Porto – non abbiamo avuto assistenza medica domiciliare come speravamo, se non il sostegno costante della dottoressa Sandra Gherardi, nostro medico di famiglia, che ringraziamo per la grande disponibilità. La sera di domenica 8 novembre, vista la situazione, abbiamo chiamato il 118 ed è stato subito ricoverato. Con il passare del tempo il quadro clinico si è complicato e il mio babbo, già malato, è rimasto nel reparto di terapia intensiva fino al decesso. Sappiamo che non è possibile organizzare il funerale, però lo faremo con i familiari e i parenti non appena la pandemia sarà attenuata e legge lo consentirà. Intanto, l’urna con le ceneri sarà conservata in casa». Antonino Porto, conferma ancora il figlio, ha visto salire la febbre nei giorni successivi all’assunzione del vaccino antinfluenzale. All’inizio la famiglia pensava che si trattasse di una normale reazione, ma siccome la temperatura non scendeva e cresceva la tosse, sono stati necessari altri accertamenti e il tampone, eseguito alla fine del mese scorso per avere risposte più precise. Giovanni sottolinea la professionalità della dottoressa Gherardi, che lo ha seguito anche durante il periodo in ospedale. Porto, in politica dalla fine degli anni 80, lascia la moglie, il figlio e un nipote adolescente.

“Ciao Nino, un altro pezzo di Marina che se ne va”, con poche ma precise parole - queste sono di Mario Angiolini, insegnante - e una fotografia, gli amici lo hanno ricordato sulle piattaforme sociali, commentandone la scomparsa con pensieri affettuosi, perché nella frazione, dove ha trascorso la vita, volentieri chiacchierava e scherzava all’edicola e al bar. I commenti e le condoglianze alla famiglia sono stati numerosi. «Quante belle chiacchierate all'edicola di mio fratello. Buon viaggio!», scrive Gino Grandi. E Renato Menicucci, scrittore, lo ricorda così: «Impareggiabile amico... avevi la battuta pronta, anche quando stavi male, avevi il senso dell'ironia, ma anche la capacità di toccare il cuore, quando sorridevi, in silenzio. Ciao».

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