L’iniziativa di due commercianti «Stop alle 18 per solidarietà»
Siggia e Senesi gestiscono i negozi di abbigliamento “Kira” «È un gesto di vicinanza nei confronti di ristoratori e baristi»
il racconto
Il cuore dell’idea è mostrare una solidarietà “visibile” nei confronti di bar, ristoranti e di tutte quelle attività obbligate a chiudere alle 18.
Per questo Alessandro Siggia e Maria Senesi, che, in città, gestiscono i negozi di abbigliamento Kira, hanno deciso di tirare giù le saracinesche dei loro negozi alle 18, «lunedì (domani ndr) faremo così», dice Siggia. Poi hanno coinvolto un grafico cecinese, Claudio Giarratano, titolare del negozio Giata di via Marrucci. «Abbiamo creato una serie di adesivi e stiamo facendo il giro dei negozi», spiega Giarratano.
L’obiettivo è quello di coinvolgere il maggior numero di attività possibile nell’iniziativa. “Solidarietà Cecina - si legge sugli adesivi - per essere solidali ed aiutare le attività di Cecina”. «Lo stop alle 18 è un segno di solidarietà - dice Siggia - e vorremmo coinvolgere anche gli altri negozi. Perché la situazione è quella che è, ma siamo stanchi e bisogna fare qualcosa. Se si azzera il lavoro si azzera tutto».
Siggia dice che lo stop alle 18 in segno di solidarietà «potrebbe essere anche un modo per impiegare quel tempo in maniera diversa. Ad esempio per fare rete tra noi commercianti, in modo tale da organizzare iniziative di protesta anche a Cecina». Un’iniziativa del genere c’è stata anche a Vada. Lì l’idea è stata lanciata da Simona Lucchesi e Debora Simeone, che gestiscono il negozio di abbigliamento Approved. A seguirle sono state merceria Patrizia, Portobello’s, calzature D’Orio e Cartoland. «Abbiamo chiaro - hanno detto Simona e Debora - il disagio che la chiusura alle 18 causa a ristoranti e bar. È una situazione difficile e ci è venuto in mente che in qualche modo potevamo mostrare solidarietà con quelle attività costrette a chiudere prima di cena». —
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