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Quei binari che accarezzano la costa e si insinuano nel cuore di Cecina
Mercoledì 16 settembre in regalo con il Tirreno la foto della stazione nel 1910: anno in cui terminò la costruzione della Tirrenica
CECINA. Niente asfalto e niente parcheggi. Solo un grande spiazzo. E un edificio pronto ad accogliere i viandanti con il loro fagotto di racconti. La stazione, di per sé, è un luogo di transito. Ma è anche il raccordo di luoghi, vite e storie. Un aeroporto è un mondo distaccato rispetto alla vita quotidiana. Sta lì, in lontananza, dove c’è abbastanza spazio per costruire piste di atterraggio. La stazione, invece, arriva nel cuore delle nostre città ed è tutt’uno con il respiro quotidiano della comunità. È così anche a Cecina. Oggi, come ieri.
La foto storica in regalo domani col Tirreno rappresenta la stazione di Cecina nel 1910. Attivato alla fine dell’Ottocento, nel tempo lo scalo è mutato d’aspetto. L’edificio principale, per esempio, non è scampato alle bombe della guerra e la ricostruzione ne ha rivoluzionata la fisionomia.
Il 1910, peraltro, è l’anno in cui finiscono i lavori per costruire il tracciato dell’attuale ferrovia tirrenica. Prima i binari collegavano Livorno e Follonica percorrendo l’entroterra toscano. Poi, nel 1910, nasce la linea costiera fino a Vada. E in questo tracciato è inserita anche la stazione di Cecina che, pian piano, comincia ad assumere importanza. Anche perché Cecina è una città commerciale e la possibilità di contare sugli scambi è da sempre oro. Siano merci o persone, dunque prodotti o idee.
Da qui è passato anche Lampo, cane viaggiatore. Di solito saliva (da solo) sui convogli che, da Campiglia Marittima conducevano verso Piombino. Ma qualche volta è stato avvistato anche a Cecina. Insomma, la stazione è un luogo ricco di storia. Quella di oggi è differente rispetto al passato. Dove all’inizio del secolo scorso c’era uno spiazzo terroso, adesso c’è una piazza d’asfalto.
Dove prima c’era un edificio dalle finestre di legno, oggi c’è un immobile contornato da servizi moderni. Criticata in tempi recenti, elogiata in tempi passati, per Cecina la stazione rimane una delle porte d’accesso principali alla città, con i binari che toccano il centro e che separano la parte a monte da Marina di Cecina. La foto che uscirà domani col Tirreno offre uno sguardo su un passato diventato Storia. Il cui soffio attraversa il presente lasciando la traccia invisibile di un segno indelebile.
Oggi, invece, con il giornale c’è la foto dei Bagni “La Rina” per com’erano nel 1933. Con la vita che invade la spiaggia di Marina. C’era una volta un giorno d’estate di quasi novant’anni fa. Il mare e la spiaggia sono gli stessi di adesso, ma tante cose sono cambiate. Nell’aspetto e nello spirito. Perché lo scorrere della vita scava le abitudini e modifica lo spirito. Cambia il pensiero e, a maggior ragione, rende diversi i luoghi. Gli stabilimenti balneari e gli scali cittadini. Ma, nonostante questo, i Bagni Rina e la stazione di Cecina mantengono, per ognuno, un significato particolare. A cui sono collegate sempre sensazioni. C’è chi ha ricordi vividi, legati al passato recente. E chi ha una memoria che affonda le radici in un passato più remoto. Oggi come allora.
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