Il Tirreno

Sandro Veronesi accetta l’invito della sindaca: «Presenterò “Il Colibrì” a Castagneto»

Federico Lazzotti
Sandro Veronesi accetta l’invito della sindaca: «Presenterò “Il Colibrì” a Castagneto»

Lo scrittore ha ambientato a Bolgheri buona parte del romanzo: «Ora sono impegnato come se avessi vinto il Festival di Sanremo, spero di venire tra dicembre gennaio». E svela alcuni aneddotti sul libro....

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CASTAGNETO CARDUCCI. Sandro Veronesi, l’autore de “Il Colibrì”, il romanzo ambientato per buona parte a Bolgheri col quale ha vinto il suo secondo premio Strega, accetta l’invito che la sindaca di Castagneto Carducci, Sandra Scarpellini, gli ha fatto arrivare attraverso le pagine del Tirreno: presentare il libro nel borgo. «Non subito – risponde lo scrittore al telefono – perché nei prossimi tre mesi sono pieno di impegni, nemmeno avessi vinto – scherza – il Festival di Sanremo o Miss Italia. Comunque vengo volentieri al teatro Roma di Castagneto Carducci. Quando? Tra la fine dicembre e l’inizio di gennaio quando sarà un po’ più libero, sperando di poter fare l’incontro con tanta gente e senza le regole stringenti dovute all’emergenza sanitaria».

Una speranza che è di tutti. Intanto però, qualcosa si è mosso e in tempi brevi. Perché l’impegno del Comune e la volontà dello scrittore sono le fondamenta, diciamo la traccia, usando un termine narrativo, per scrivere un bel finale. Anche perché – come ammette lo stesso Veronesi – è vero che non è mai stato sulla spiaggia che da Bolgheri arriva fino a Marina di Bibbona e dove lo scrittore ha collocato il vecchio rudere ristrutturato, alle spalle delle dune, di proprietà della famiglia Carrera, il luogo dove avvengono gli episodi cruciali del romanzo: la morte della sorella del protagonista, la scoperta dell’amore di Marco Carrera, il colibrì appunto, per Luisa e la contemporanea rottura con il fratello e il capitolo finale, quello risolutivo.

«Come avete svelato voi sul Tirreno – spiega Veronesi – sulla spiaggia di Bolgheri non sono mai andato. Il borgo, invece, l’ho visitato una volta sola con mio padre quando stava per morire. Era l’autunno del 2007 e l’ho accompagnato a casa di un amico. Ovviamente ne ho sentito parlare, ho chiesto ad amici, perché un sacco di gente che conosco, invece, in quella zona ci hanno passato l’infanzia. Ho chiesto com’era messa la situazione e mi sono reso conto che non è molto diversa da Roccamare dove passo io le vacanze, diciamo che è solo più selvaggia: più distanze tra una casa e l’altra e meno tettoie. Poi è anche vero – prosegue – che nel romanzo non ci sono descrizioni molto dettagliate, si parla di dune, pini e ruderi rimessi a posto e non sono difficili da immaginare».

Certo è che ambientare il libro in un borgo che soprattutto visto dall’estero è uno dei simboli del gusto e del bello italiano è anche un ottimo veicolo per il romanzo stesso. «Senza dubbio – ammette Veronesi – Bolgheri oltre alle risonanze carducciane adesso è un luogo simbolo. Ma quando ho iniziato a scrivere il romanzo non era così. Poi Bolgheri è diventato un emblema della Toscana, ma non l’ho fatto apposta. Certo, adesso, che il libro uscirà all’estero potrebbe essere u n valore aggiunto e dall’altro lato il borgo, questo però mi sembra più complicato, potrebbe avere un ritorno di immagine e questo mi farebbe molto piacere».

Le ultimo pensiero di Veronesi è rivolto alla sindaca Scarpellini e al comune di Castagneto Carducci: «Le dia pure il mio numero di telefono e la mia mail per formalizzare l’invito e trovare una data». “Il Colibrì”, il minuscolo volatile che – scrive l’autore – «mette tutta la sua energia nel restare fermo», è pronto a muoversi: destinazione Bolgheri, il borgo che tra dicembre e gennaio aprirà le porte del suo teatro a Veronesi che ha raccontato le sue dune, il vento di libeccio che a fine estate picchia forte sulla battigia e una cascata di sentimenti dentro un casolare tra la pineta e il mare.

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