Il presidio
Da un prefabbricato alla Ristopescheria: la signora del pesce compie novant’anni
Mery Bientinesi ha iniziato aprendo una pescheria col marito a Marina. Poi l’attività su viale Galliano è cresciuta.....
CECINA. Quando Mery e suo marito Benito hanno aperto la prima pescheria, il volto di Marina era totalmente diverso da adesso. Il paese era molto più calmo, silenzioso. E le barche dei pescatori rientravano a riva nella quiete più assoluta. Su le reti e via, a terra. Poi tutto è cambiato. E Mery ha vissuto l’opera del tempo e dell’uomo su quella sua cara cittadina bagnata dal mare. Ma andiamo con ordine. Mery Bientinesi, il volto della storica Ristopescheria di viale Galliano, oggi compie novant’anni. Conosciuta da tutti, Mary è un’istituzione di Marina.
«E questo locale è il fiore nato dal suo lavoro», raccontano i nipoti, Andrea e Francesco Bacci, che hanno seguito le orme della nonna prendendone in mano l’attività. «Qui sono passate generazioni di persone - dicono - Mery ha visto bambini tornare a mangiare da lei anche una volta diventati adulti, magari, a loro volta, con i propri figli». La sua è una storia di lavoro e sacrifici. Ma anche di gioia e soddisfazione. È partita, con suo marito Benito Miserini che per anni aveva lavorato allo Zuccherificio, vendendo pesce in un prefabbricato di Marina. È alla fine degli anni 50 che i due si spostano nel locale attuale, su viale Galliano.
E qui sono nati i più impensabili ricordi. «C’è stata, per esempio, quella volta che Gianna Nannini chiese a Mery di autografarle il menù della Ristopescheria», racconta Andrea Bacci. Ma non solo, da viale Galliano è passato anche Carlo Conti. Voleva sapere da Mery la ricetta del suo cacciucco passato. E poi, Gino Paoli, che le ha chiesto come fossero pescate le aragoste che aveva mangiato da lei. Ricordi da incorniciare, custoditi gelosamente anche tra le pareti della Ristopescheria. Mery non era abituata a mandare avanti un ristorante. Ha iniziato il mestiere semplicemente vendendo il pesce pescato da suo marito Benito. Nel 1958, poi, i due si sono spostati dove il negozio è attualmente. «Grazie ad un signore di Volterra di nome Orio Grandoli, poi, Mery e Benito hanno comprato questo fondo».
Mery dice spesso: «prima a Marina ci si contava. Ora è diventata una meta turistica». Questo per rendere l’idea del cambiamento che, col passare del tempo, ha abbracciato tutto. Dagli anni Sessanta, comunque, la pescheria comincia ad allargarsi e a cambiare, come tutto il resto intorno. Mery proprio non riesce a stare con le mani in mano. Vuole sempre fare qualcosa. E chi la conosce lo sa. Era così all’inizio della sua attività ed è stata così quando la pescheria si è trasformata in Ristopescheria. Correva l’anno 2009 e non si è abituata immediatamente al cambiamento. All’inizio le sembrava strano avere a che fare con tovaglie, tovaglioli e fornitori vari. Poi ci ha preso la mano e ci ha messo l’anima. I nipoti, da parte loro, hanno aggiunto all’attività un po’ di innovazione. Nel frattempo Mery non ha mai smesso di cucinare per tutta la famiglia. E il pranzo insieme è sempre un evento, oltre che un modo per stare insieme.
Oggi è il suo compleanno e la famiglia ha deciso di dedicarle un biglietto d’auguri speciale. «Buon compleanno alla signora del pesce». Novant’anni vissuti al massimo e oggi festeggiati insieme ai suoi cari. Anni trascorsi in quel locale che fa parte della storia di Marina di Cecina, alle origini paese di pescatori oggi anche polmone turistico di una città che negli anni è cambiata, ma che non ha mai perso la sua anima più profonda.
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