Meteo
Renzi a Cecina: «I veri riformisti siamo noi»
Ieri alla Cecinella la presentazione della lista per le regionali. A capo c’è Alessandro Cosimi, ex sindaco di Livorno
/ cecina
«Riparto da Cecina contento, dopo tutto il giro che ho fatto, perché ho sentito interventi bellissimi». Ecco cosa dice Matteo Renzi dal palco allestito nel parco dei Pini. È da qui che rilancia il suo sostegno ad Eugenio Giani, candidato del Partito democratico alla presidenza della Regione. Anche a costo di mettere da parte l’orgoglio rignanese, per conquistare i voti della costa: «Riconosco che questa legge elettorale dà troppo peso agli eletti a Firenze».
Il leader di Italia Viva sceglie la Cecinella come teatro conclusivo di una giornata di intensa campagna elettorale toscana e per presentare la sua squadra al gran completo. O quasi, visto che il candidato elbano Matteo Gemelli è stato costretto sull’isola a causa del maltempo. Ecco i nomi: il capolista è l’ex sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, poi ci sono il candidato locale Riccardo Castellini, Giulia Carotenuto, che si definisce «la quota giovane», l’imprenditore della Val di Cornia e già consigliere regionale Enrico Bernardini, la consulente del lavoro Cinzia Guerrieri, Antonella Panza e infine Claudia Agostini, la farmacista ospedaliera dell’Asl Nord Ovest il cui intervento scosse la Leopolda.
«I veri riformisti siamo noi, diffidate dalle imitazioni», premette l’ex premier, che ribadisce: «Quello per Italia Viva è l’unico voto possibile a una sinistra che non porti al matrimonio coi 5 stelle».
Tre le sfide che i suoi candidati dovranno affrontare fin dalle urne, prima ancora all’interno del consiglio regionale: «Far vincere Giani contro Ceccardi, prevalere nella battaglia a favore del Mes, rilanciare la politica sul populismo», elenca il senatore.
Sfide che si intrecciano con passati politici che risalgono alla “secessione” renziana dal Pd, ma prima ancora dalla proposta sul taglio dei parlamentari, che Renzi stesso propose nell’ormai lontanissimo 2016: «Quando Salvini ha fatto “all-in” ha fatto la “mossa del ciuco” su se stesso e lo abbiamo cacciato, e così molti nel Pd hanno aperto ai 5s. Io non voglio morire leghista, ma nemmeno vivere grillino. Quanto al taglio, poi, io avevo proposto una riforma mentre questo referendum è solo uno spot». Sì alla riapertura delle scuole e sì all’obbligo del vaccino per i docenti, no alla «calata a colonizzare i barbari dei dirigenti Lega nella sanità toscana», e no al sovranismo leghista «che danneggia turismo ed export», ribadisce Renzi riassumendo i buoni propositi dei suoi. Panza invoca presso di lui «una chiamata alle armi per la pace», Guerrieri promette «un impegno per avvicinare istruzione e lavoro», Bernardini auspica «una burocrazia sul modello del nuovo ponte di Genova», Carotenuto vede «il ritorno dell’educazione civica nelle aule», Castellini già pianifica «progetti regionali per incanalare i fondi del Mes», e Agostini è pronta a lottare «contro la disinformazione e chi se ne approfitta». Ambiente e presenza industriale sul territorio con un occhio al sociale, infine, i cardini del capolista Cosimi: «Anche a costo di fare scelte impopolari, bisogna scongiurare la chiusura delle imprese e delle aziende e dire no ad una politica paternalistica che non è motore dello sviluppo. Bisogna costruire su quanto fatto dal consiglio regionale la valorizzazione delle eccellenze della pubblica assistenza. Italia Viva guarda non solo alle elezioni, ma anche al dopo». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
