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«Crescono gli accessi al pronto soccorso quel gazebo non basta»

c.g.
«Crescono gli accessi al pronto soccorso quel gazebo non basta»

Il sindaco Lippi fa un sopralluogo all’ospedale e insiste «La direzione sanitaria dia risposte in tempi rapidi»

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cecina

Il sindaco non molla la presa sull’ospedale. Vuole che l’Asl allestisca un gazebo degno del suo nome, che sia in grado di accogliere i familiari dei pazienti alle migliori condizioni possibili. Per questo ieri mattina Samuele Lippi e l’assessore Danilo Zuccherelli hanno effettuato un sopralluogo al pronto soccorso. «Abbiamo visto le sedie provvisorie che sono state sistemate sotto al gazebo - dice il sindaco - Ma abbiamo ricevuto precise garanzie che entro la settimana venga data una risposta più degna anche perché, col distanziamento sociale da mantenere, questa struttura può ospitare ben poche persone».

Ricordiamo che da qualche giorno la Asl ha sistemato un gazebo di fronte al pronto soccorso per consentire ai familiari dei parenti di attendere i loro cari all’ombra. Ma quel gazebo è piccolo e di ombra ne offre veramente poca. Tanto che le persone, soprattutto di mattina, preferiscono aspettare il proprio turno di fronte alla porta di accesso, alla fine della rampa che conduce all’ingresso per le ambulanze.

Ecco dunque la richiesta del sindaco all’Asl: «Per Cecina chiedo di più, l’ospedale di Massa, ad esempio, è stato dotato di una grande struttura con l’aria condizionata». «L’ospedale del Cuore di Massa non fa parte della Asl ma della Fondazione Monasterio che, evidentemente, ha optato per una diversa soluzione», ha replicato l’Asl.

«Ma è comunque una struttura pubblica - ha ribattuto Lippi - Questa è chiaramente la settimana più complicata, in cui gli accessi al pronto soccorso crescono ulteriormente. Stamani (ieri ndr), per fare un esempio, c'erano 60 persone, tra attesa e osservazione. I numeri sono molto significativi e per questo un ringraziamento doveroso va a medici, infermieri e operatori sanitari. Però serve una maggiore attenzione da parte della direzione sanitaria. E mi aspetto di sapere a breve, come mi è stato garantito, quale sia il cronoprogramma per liberare gli spazi per il pronto soccorso. Dato che, lo voglio ricordare, la sala d'attesa è nel corridoio. Inoltre c’è bisogno di personale». —

c.g.

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