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Baby Nanà torna in mare è salva la piccola tartaruga

leondina marulli
Baby Nanà torna in mare è salva la piccola tartaruga

È stata curata dall’Acquario di Livorno, che ha organizzato la liberazione ieri mattina ai bagni Aurora di Marina, soprannominati “Bagno pieno di gioia”

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cecina

Pochi metri, passi corti e incerti. Il silenzio tutt’intorno, solo qualche cenno di incoraggiamento. L’acqua del mare che, senza preavviso, la bagna a ricordarle la sua natura, la prima onda che la avvolge e la convince, per poi scomparire del tutto tra gli applausi e, in alcuni casi, la commozione delle persone, tante, presenti alla liberazione di Nanà. L’esemplare di tartaruga Caretta caretta è arrivata ieri mattina nel bagno Aurora di Marina di Cecina, una location scelta in maniera affatto casuale, alle 8.30 a bordo di un mezzo riservato, dopo un periodo trascorso nel centro di recupero e riabilitazione di tartarughe marine dell’Acquario di Livorno. «Il 27 febbraio era stata trovata da un passante su una spiaggia di Vada, magrissima – ricorda il referente didattico e scientifico dell’Acquario di Livorno Giovanni Raimondi - debilitata e incapace di nuotare. Era davvero scheletrica».

Arrivata a Livorno la piccola tartaruga, di appena 3 anni, pesava 2,9 chili ed era lunga 38 centimetri: tre i chili presi nei 5 mesi di degenza all’acquario di Livorno e 8 i centimetri in lunghezza. Il peso ideale per essere rilasciata in mare, «che ha ripreso in piena forma anche se con un po’ di magone da parte nostra – sottolinea Raimondi – perché ormai ci eravamo affezionati alla sua presenza. E’ stato giusto così perché tra i nostri compiti c’è anche quello della tutela della biodiversità marina e il mare ha bisogno delle sue tartarughe e viceversa. Anche lei ha sentito subito il richiamo del mare, dopo una piccola esitazione iniziale». Bambini, turisti e residenti hanno seguito, in maniera ordinata all’esterno del corridoio, il rilascio in mare dell’esemplare reso possibile grazie al supporto logistico della Capitaneria di Porto e la collaborazione di Arpat. La scelta del bagno Aurora a Marina di Cecina non è stata affatto casuale: è proprio in quel tratto di spiaggia, infatti, che la notte del 26 giugno 2019 un altro esemplare di tartaruga Caretta caretta decise di deporre le sue uova. In quell’occasione, la zona fu transennata e, una volta informate tutte le autorità del caso, si attivò immediatamente una rete di volontari, dalle associazioni ambientaliste ai semplici cittadini, che non persero di vista il nido per i successivi mesi, in attesa della schiusa delle uova. Un monitoraggio continuo, per il quale si organizzarono dei turni quotidiani così da coprire tutte le ore della giornata, fino alle 2 della notte del 7 settembre, quando i responsabili dell’Otb, l’osservatorio toscana sulla biodiversità hanno dovuto ammettere che le 112 uova nascoste sotto la sabbia non erano state fecondate. Una notizia che ha lasciato l’amaro in bocca a tutto il gruppo di volontari che avevano accudito il nido per circa tre mesi e che, per l’occasione, avevano creato il gruppo whatsapp “Bagno Aurora pieno di ova”, ieri rinominato dai tanti volontari presenti alla liberazione di Nanà “Bagno Aurora pieno di gioia”.

«Appena ci hanno contattati, sia il comandante della Capitaneria di porto, Domenico Guarino, che Raimondi dell’Acquario di Livorno, abbiamo dato la nostra disponibilità – spiega il titolare del bagno Aurora, Luca Cavallini – e insieme a noi c’erano tante persone che erano a conoscenza dell’evento. Noi abbiamo evitato di fare pubblicità per non creare assembramenti però in molti sapevano già dell’appuntamento con la tartaruga. Tanti, soprattutto bambini, hanno assistito in maniera composta ed educata al rilascio: è stato molto toccante perché vedere dal vivo una cosa del genere fa davvero impressione e in molti, tra cui lo stesso Raimondi dell’acquario, si sono commossi». La liberazione di Nanà, alla quale hanno partecipato anche il sindaco di Cecina, Samuele Lippi, l’assessore Gabriele Bulichelli, Cecilia Mancusi di Arpat e Letizia Marsili dell’Università degli Studi di Siena, è stata anche l’occasione per tenere, al termine del rilascio, un incontro formativo di sensibilizzazione sulle tartarughe e il loro stato di conservazione. —

leondina marulli

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