Il Tirreno

“OMBRELLONE SELVAGGIO”: la curiosità 

«Per non pagare la sanzione nessuno reclama più le sdraio»

S.T.

I bagnanti non se ne interessano visto che chiedendole indietro automaticamente riceverebbero la contravvenzione: fra l’altro il valore è sempre molto modico

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ROSIGNANO

C’è sempre lo stesso risvolto dopo i sequestri di ombrelloni, sdraio, tende o lettini fatti dalla guardia costiera sulle spiagge “apparecchiate” dopo le 20: «nessuno dei proprietari delle attrezzature si presenta mai a reclamarle». Come mai? Perché – e il valore modico non è una scusa, visto che comunque i bagnanti dovranno prima o poi ricomprarle – sarebbe come dichiararsi colpevoli di aver infranto l’articolo 1164 del primo comma sul codice della navigazione. E cosa succede? Dai mille ai tremila euro di multa. Per questo, dopo i sequestri della capitaneria di porto tutti gli ombrelloni, i lettini e le sdraio trascorso il periodo di legge vengono confiscate e, se ne vale la pena, messi all’asta (quindi venduti al miglior offerente) o semplicemente smaltiti come rifiuti indifferenziati.

Ecco come mai i depositi dei militari per anni rimangono pieni di attrezzature da mare. Perché nessuno ha più interesse a reclamarle, salvo che – e non capita mai – un ombrellone, un lettino o una sdraio valgano più di mille euro. Ma in quel caso chi si sognerebbe di lasciarle sull’arenile per occupare il posto in spiaggia fino al giorno dopo? Nessuno. Uno dei motivi per cui i bagnanti lasciano la spiaggia “apparecchiata” di sera è anche per il modico valore della merce che resta incustodita: appena qualche decina di euro che vale la pena sacrificare pur di godersi il mare più vicino alla riva e in buona posizione per tuffarsi.

Un’abitudine che viene da lontano, almeno dal Dopoguerra sicuramente, che però negli ultimi decenni ha trovato ostilità nella legge che lo proibisce anche per consentire a tutti di godersi il mare e il relax liberamente, senza che qualcun altro al loro posto occupi abusivamente il demanio marittimo: solo gli stabilimenti balneari e i punti blu, infatti, pagando giustamente l’occupazione della spiaggia possono farlo. Gli altri no, devono piazzare le attrezzature quando arrivano o lasciarle comunque incustodite di giorno e per il tempo necessario (e ragionevole) a prendersi una pausa. Questo sarebbe consentito e la capitaneria di porto non sanzionerebbe certo chi magari va a pranzo e dopo un’ora torna avendo lasciato l’ombrellone chiuso.

In ogni caso i controlli della guardia costiera continueranno anche nei prossimi giorni, non solo nei fine settimana agostani ma anche nei giorni feriali, perché il fenomeno ha dimensoni importanti (soprattutto alla Mazzanta e a Vada, ma non solo) e a loro giudizio deve essere scoraggiato. —



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