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Grandi, giovani, entusiasti: ecco gli attori dei cantieri teatrali cecinesi

Federica Lessi
A sinistra un cantiere teatrale. A destra, in alto Apollonia Villani, Sofia Vann, Touré Karamo e Margherita Nardo, Sonia Salvini, Laura Medetti
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A sinistra un cantiere teatrale. A destra, in alto Apollonia Villani, Sofia Vann, Touré Karamo e Margherita Nardo, Sonia Salvini, Laura Medetti

A colloquio con i protagonisti delle tre serate aperte al De Filippo. C'è il diario del teatro sospeso, scritto nel lockdown

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CECINA. Il teatro per costruire identità e comunità, scoprirsi nuovi seguendo sogni e sentimenti. Sono le parole che fluttuano tra le testimonianze dei cittadini allievi dei cantieri del “De Filippo”, presenti con lavori dedicati nelle tre serate curate da Alessio Pizzech “Ti racconto alla luna”, che si concludono stasera, 31 luglio. Molti di loro - dagli ottantenni agli adolescenti ai bambini - daranno vita a performance con parole e musica, in racconti e brani poetici che restituiscono il loro vissuto.

È il caso degli adulti del cantiere De Berardinis, che con Elisabetta Furini hanno lavorato da dicembre sull'espressione corporea e su parole chiave - come casa, la mia ombra, abbandono e resistenza – che aprono ogni serata alle 18,30 davanti al teatro leggendo un collage dei loro pensieri in forma poetica. «Il teatro per me è una terapia – dice Sonia Salvini, di Livorno – condividere e mettersi in gioco fisicamente è una cosa bellissima. Quando siamo insieme nel laboratorio stiamo come nell'aria, non si sente l'età e le differenze di dissolvono. Durante il lockdown abbiamo scritto il diario del teatro sospeso, che ci ha tenuti legati come un filo di seta e ci ha aiutati a superare la solitudine».

Gli esercizi fisici e la vicinanza tra gesto e sentimento sono state le caratteristiche del cantiere De Berardinis. «Quando si simula un sentimento con il corpo si materializza quello che si sente – spiega Apollonia Villani, insegnante del “Fermi” - e quando ci capita nella vita reale si osserva diversamente». Un lavoro sul corpo che Laura Medetti, milanese da 25 anni residente a Cecina, ha già esteso ad altri attori. «Ho riportato questa esperienza nella compagnia teatrale dell'Unitrè – afferma – siamo a livello amatoriale ma l'espressione corporea e il movimento sono centrali». Gli adolescenti del cantiere condotto da Ilaria Fontanelli, con gli adulti del cantiere Pasolini (enrambi curati da Geometria delle Nuvole), sono presenti con poesie, canzoni e pensieri registrati nella grande installazione del foyer “DeepOne”, eseguendo dal vivo la performance “Training alla luna”.

Tra loro Sofia Vanni, sedicenne cecinese, che seguiva le lezioni di Fontanelli al liceo “Fermi”. «Ho proseguito con il teatro fuori dalla scuola – dice – con gli altri ragazzi abbiamo creato un gruppo molto affiatato e dopo la quarantena sentivamo il bisogno di ritrovarci». Nelle domeniche di laboratorio li raggiungeva anche Margherita Nardo, ventenne studentessa a Perugia. «Dopo il lockdown è emerso come ognuno di noi aveva vissuto questo momento – racconta – il teatro ha modificato la nostra visione delle cose, ci ha fornito un approccio critico ma ci ha anche permesso di tirare fuori noi stessi, ci siamo aperti agli altri e a ciò che succede intorno a noi».

Per Touré Karamo - diciannovenne senegalese che nell'installazione canta in mandingo e legge in francese – il teatro è stato decisivo. «Ora riesco ad esprimermi in pubblico e a dire quello che penso – racconta – la cosa più bella è che mi sento una persona, faccio parte di una comunità». Tutto il programma di “Ti racconto alla luna” è disponibile su www.teatrodefilippo.it.

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