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Bufera sulla rielezione di Scarascia vicepresidente

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ROSIGNANO

Bufera sulla rielezione di Stefano Scarascia, che nelle scorse settimane ha lasciato la Lega per iscriversi a Fratelli d’Italia, a vicepresidente del consiglio comunale di Rosignano. A sottolineare l’inadeguatezza è l’Anpi, che attraverso il presidente Francesco Giuntini spiega che «la nomina di un personaggio che non fa mistero della sua appartenenza politica ed ideologica all’estrema destra, autodefinendosi lui stesso come “fascista” rappresenta un limite mai varcato nella storia della nostra comunità. Quanto accaduto deve far riflettere tutte le forze politiche che si definiscono antifasciste». Soprattutto l’Anpi Rosignano «si rifiuta di credere che non ci sia stata la possibilità di pervenire alla scelta di altro soggetto che non si rifaccia a politiche o ideologie fasciste. In particolar modo, duole constatare che l’attuale vicepresidente del consiglio sia stato eletto grazie ai voti determinanti di alcuni consiglieri del Pd. Si chiede quindi con assoluta fermezza, nel caso ciò fosse vero, ai soggetti che si fossero resi protagonisti di tale scelta, di sciogliere il proprio nodo morale e politico in virtù di un più profondo senso di coerenza».

Il Pd interviene con le parole del segretario Francesco Bartalesi, spiegando che «leggiamo con amarezza le critiche dell'Anpi comprese quelle ad alcuni nostri consiglieri. È bene ricordare che Scarascia è un consigliere regolarmente eletto, che fa parte di un partito democraticamente presente in parlamento, tanto che svolgeva già dall'inizio della legislatura il ruolo di vicepresidente poiché votato ad unanimità come proposta delle minoranze, compresi esponenti Anpi di Rosignano nel Cuore. Essendo tale carica, per opportunità, di competenza delle minoranze, bastava che queste si accordassero su un nome alternativo dei 5 stelle o di Rosignano nel Cuore come proposto inizialmente da Marabotti. Purtroppo, così non è avvenuto, la minoranza si è nuovamente spaccata e sono stati presentati più nomi. Non essendoci una proposta univoca, dal voto é uscito il vicepresidente che fino ad oggi aveva svolto tale funzione dall'insediamento in giugno 2019».

Scarascia rimanda le accuse al mittente: «I Partigiani d’Italia scrivono che mi sarei definito “fascista, intollerante a qualsiasi tipo di diversità”. Vi invito a rileggere i miei atti ufficiali in consiglio ed a trovare quelle affermazioni. Considerato che l’attacco, oltre che politico è personale vanno dette due parole su di me. Quasi 40 anni spesi al servizio del Paese, altri cinque al servizio della collettività, come volontario della Croce Rossa Italiana. Non sono un sostenitore “dell’omofobia e (del) maschilismo più bieco e becero” e neanche di quello meno becero». E spiega che «dispiace rilevare che, alla vigilia di una competizione elettorale molto importante che vede il centro-destra unito, mi sia mancato l’appoggio della Lega al cui capogruppo avevo offerto sostegno per la carica di vicepresidente, che ha rifiutato, e manchi qualunque solidarietà politica su questo attacco personale connesso alla mia rielezione». —

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