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Due medici per rinforzare la rete delle Cure palliative

Due medici per rinforzare la rete delle Cure palliative

L’Usl Toscana nord-ovest ha già fatto l’assunzione per l’area delle Valli Etrusche  La direttrice Casani: «Garantire un livello omogeneo di prestazioni in tutte le zone»

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CECINA

Due nuovi medici per rafforzare l’attività del settore delle cure palliative dell’ospedale di Cecina. L’annuncio arriva dall’azienda sanitaria Usl Toscana nord-ovest, che spiega la motivazione alla base delle assunzioni, sei su tutto il territorio aziendale.

«Ormai da tempo – spiega il direttore generale dell’azienda Usl Toscana nord ovest, Maria Letizia Casani – ci stiamo impegnando per assicurare un livello omogeneo di qualità delle prestazioni su tutto il territorio seguendo i requisiti indicati a livello nazionale e regionale. Per questo abbiamo lavorato per rafforzare le zone che ne avevano più necessità».

Da qui la decisione di rinforzare l’organico del personale sanitario che si occupa di cure palliative. «Siamo partiti - prosegue Casani - dall’assunzione di due medici per le Valli Etrusche e un medico in Lunigiana. A questi si uniranno, a breve, altri tre medici che andranno a lavorare rispettivamente nelle unità funzionali di cure palliative delle zone Pisana, Apuana e della Piana di Lucca. Volontà dell’azienda è di garantire ovunque un adeguato livello di offerta per un servizio che oltre ad essere un dovere sanitario, vista la recente introduzione come livello essenziale di assistenza, è anche un dovere morale e civile».

Ecco che per l’area delle Valli Etrusche, che comprende i territori di Cecina e Val di Cornia, l’azienda sanitaria ha già effettuato l’assunzione di due medici.

«Il nostro settore – dice Costanza Galli, direttore della rete aziendale delle cure palliative per la Usl Toscana nord ovest - grazie anche alla recente approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni dei criteri di accreditamento della rete di cure palliative, ha conosciuto negli ultimi anni un grande impulso. I nostri servizi si sono progressivamente articolati e vengono offerti non più solamente nelle nostre strutture residenziali o a livello domiciliare, siano esse abitazioni private o Rsa, ma anche a livello ospedaliero grazie alle molte consulenza che ormai i reparti hanno imparato a chiedere». galli ricorda che «oltre ad essere cambiato il tipo di approccio da parte degli operatori si è modificata anche la stessa tipologia di paziente che ormai non è più solamente oncologico. La nostra presa in carico, infatti, si è estesa alle persone affette da patologie degenerative allargando così di molto il nostro bacino di utenza. Un impegno quindi sempre più consistente che non ha conosciuto sosta nemmeno durante gli ultimi mesi nella fase pandemica del Covid e che è stato reso possibile grazie alla disponibilità e al supporto della direzione aziendale. Ne è prova anche la recente nomina di Barbara Bedina, dirigente infermieristico che ha assunto la posizione organizzativa aziendale della rete». —



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