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Tempi lunghissimi per l’intramoenia, quando prenotare una visita diventa un’odissea
Il call center è ripartito il 3 giugno, ma le chiamate sono tante. Una cittadina dice di aver impiegato giorni per avere risposta
CECINA. Se a Livorno comporre lo 0586 614235 per poter prenotare una visita specialistica a pagamento è un’odissea, la replica esatta di quel che può accadere si può vivere anche all’ospedale di Cecina. È un percorso che sembra non trovare mai fine, con l’utente che ascolta lo squillo fino a che, a un certo punto, la linea cade. Un grosso problema per chi ha necessità di essere visitato ed è bloccato fino a che la prassi non si consuma, mettendo in tasca l’agognato appuntamento con giorno ed ora esatta stabiliti. Senso di impotenza, invece, per chi è deputato a rispondere al centralino. Dieci persone che si trovano a dover gestire un flusso di chiamate per richieste riguardanti, ad esempio, esami e prelievi del sangue. Per l’intramoenia, il call center è ripartito mercoledì 3 giugno e non risulta che i due operatori per turno siano aumentati.
Il lockdown, insomma, ha fermato la macchina sanitaria per tutto quello che non era urgente. Ora quasi tutto è di nuovo in moto, ma con la domanda di prestazioni che riparte da dove si è interrotta, arrivando così con la forza di una valanga. Da una parte c’è chi lavora come fosse nella catena di montaggio famosa con il film di Charlie Chaplin, dall’altra il cittadino che s’arrabbia. Che deve telefonare a vuoto, fare decine di tentativi prima di poter cantare vittoria. E tutto questo non succede solo ai cecinesi che vogliono prenotare una visita al loro ospedale ma anche a chi, da Livorno, deve spostarsi 40 chilometri più a sud, avendo proprio nel presidio di Cecina il medico che li segue e che li esercita anche la libera professione.
Il caso è segnalato proprio da una cittadina del capoluogo che aveva necessità di prenotare due differenti prestazioni a pagamento per i genitori anziani. Giorni di tentativi che accumulano, nel frattempo, quello stress alla disperata ricerca della “voce amica” che sia in grado di fissare una data, la prima utile, per il padre. Che deve sostenere una visita di controllo da un cardiologo. Terminato il primo round, ecco il secondo. Quello per la mamma con un ginocchio ballerino e l’ortopedico che aspetta di rivederla, accompagnata dalle radiografie, per decidere il livello di urgenza in una lista per l’intervento. Alla fine, ce l’ha fatta. Mercoledì nella tarda mattinata quel “pronto? ” che fa tornare il sereno sul cielo di una famiglia. L’uomo ha “vinto” il cardiologo per il 29 giugno, la signora, andrà invece dall’ortopedico il giorno dopo. Sarà un tour de force per il doppio viaggio in 24 ore, ma insomma, bisogna pur accontentarsi.
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