Centomila pezzi sfornati in tre mesi, viaggio nella fabbrica delle mascherine
A Palazzi la Elsa confezioni snc ha rifornito tutta Italia durante l’emergenza. E ora produce mascherine moda. "Sommersi dalle richieste"
CECINA. In tre mesi hanno sfornato più di centomila mascherine triplo strato di protezione. Un numero impressionante quello dell’azienda Elsa Confezioni Snc, di San Pietro in Palazzi, che per caso e per scelta è diventata una delle imprese leader nella produzione di questi presidi di sicurezza, diventati ormai familiari come strumento di prevenzione dal Covid. E ora si sta specializzando nelle mascherine moda, colorate, per grandi e bambini.
Dai reggiseni allo sport
Una storia imprenditoriale che nasce negli anni Settanta con mamma Elsa, da lei il nome dell’azienda di famiglia, che produce intimo femminile: busti, reggiseni. La seconda fase arriva negli anni Novanta quando i figli della signora Elsa, Giacomo, Antonio e Silvia Regoli, entrano a pieno titolo nell’azienda e aprono la produzione all’abbigliamento tecnico sportivo, con il marchio On sport. In principio è il ciclismo, poi arriva il calcio e altre discipline.
L’azienda continua a produrre per squadre professioniste e semi professioniste, gruppi amatoriali. L’ultima variazione è del 12 marzo; piena emergenza da pandemia Coronavirus. Sono giorni convulsi, mancano le mascherine negli ospedali, per i medici e gli infermieri, per il personale della protezione civile, per gli uomini e le donne delle forze dell’ordine.
40 macchine per cucire in piena pandemia
Racconta Giacomo Regoli: «Era il 12 marzo quando venne in azienda il sindaco di Cecina Samuele Lippi per chiedermi di mettermi al servizio della comunità e produrre mascherine. Non ci ho pensato due volte; per fortuna abbiamo 40 macchine per cucire e dieci dipendenti. Abbiamo subito cominciato, ma prima abbiamo fatto un consulto, Lippi ha portato qui medici, esperti della protezione civile: così abbiamo potuto produrre mascherine sicure. Una soddisfazione quando al Polo tecnologico di Magona hanno certificato che le nostre mascherine hanno un potere filtrante superiore al 98%».
Mascherine per tutta Italia
«Abbiamo fornito mascherine a tutta Italia, tramite la Protezione civile di Cecina le nostre mascherine sono arrivate ovunque: ospedali, terapia intensiva, polizia, carabinieri, finanza, alla Questura di Torino, a 1200 parà che sono andati in servizio a Codogno. Ho voluto subito produrre con tre strati, Tnt (tessuto non tessuto) lavabile: quelle della Regione pesano 25 grammi, le nostre 76 a strato. E abbiamo inviato gli incartamenti a Roma per avere la certificazione del Ministero come presidio anti Covid. Abbiamo lavorato gratuitamente. Ed era giusto così. Poi, una volta finita l’emergenza, potevo continuare a lavorare per le farmacie. Ho scelto di puntare su questo prodotto: continuo a fornire mascherine alle farmacie e alla protezione civile, ma produco anche mascherine personalizzate».
Il boom delle mascherine moda
Le mascherine colorate, riutilizzabili ma soprattutto fashion, sono diventate un fenomeno di costume. Per grandi e piccini. «Siamo stati sommersi dalle richieste - raccomta Regoli - sia da parte di aziende che privati. Ne abbiamo già prodotte 8mila, utilizzando il tessuto delle maglie per i ciclisti, chiamato asteria, e abbiamo dovuto bloccare le prenotazioni via Internet. Noi abbiamo deciso questa politica: per i privati, che possono chiedere anche un solo pezzo, le mascherine costano 4 euro Iva inclusa, per le ditte il costo è di 2,50 € più Iva, quindi 3 euro, minimo 25 pezzi. Questo perché non vogliamo che nessuno ci speculi, noi le forniamo alle ditte con il loro logo, ai negozi, ma le devono regalare. O, se ne vendono un pezzo, il prezzo deve comunque essere quello».
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