Il Tirreno

parlano i bagnini 

«Soccorsi più difficili, puntiamo sulla prevenzione»

D.V.

Gli assistenti bagnanti hanno  simulato un salvataggio  con un pallone Ambu  «Cerchiamo di far capire  alle persone le norme corrette»

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CASTAGNETO

Ieri sulla spiaggia di Marina di Castagneto c’è stata anche la dimostrazione di un salvataggio effettuato con le nuove regole dettate dalle normative di sicurezza e che non permettono più, per esempio, la rianimazione bocca a bocca. Sostituita da un pallone Ambu. Intanto è partito il piano, con 12 bagnini in azione e 18 torrette di avvistamento. Che presto diventeranno 23. «Siamo un po’ preoccupati – spiega Francesco Cariello, 33 anni, bagnino da quando ne aveva 18 e responsabile della formazione dei colleghi - perché dobbiamo iniziare a lavorare in una situazione diversa soprattutto per i soccorsi. È tutto da mettere in pratica. Abbiamo studiato un filtro chirurgico da applicare ad un boccaglio, una sorta di maschera proprio per evitare il contagio da virus. Le condizioni saranno difficili in fase di salvataggio in mare senza ossigeno, oltre che pericoloso. Anche perché il nostro compito è arrivare in un punto X, dove c’è il pericolante, nel minor tempo possibile e tornare a terra. Col boccaglio e ossigeno carente è difficile. Vediamo. Cerchiamo di fare tanta prevenzione evitare di arrivare al caso estremo». E la gente, in spiaggia, si sta abituando alla distanza. «Cerchiamo di impegnarci il più possibile – spiega Claudia Boz, classe ’81, veneta ma da 10 anni residente a Castagneto. Una laurea in psicologia - , facciamo molta sorveglianza in movimento, spostandoci lungo la spiaggia, la distanza da coprire è vasta. Ancora non ci sono stati rischi di grandi assembramenti, i bagnanti si stanno comportando bene, e i bimbi sono abbastanza seguiti». Samuele Malacrida è responsabile attrezzatura e bagnino alla postazione Ramerini, il tratto di spiaggia che si affaccia sul camping Continental. Di Varese anche lui si è trasferito nel comune più di 10 anni fa e la sua professione è proprio quella di bagnino. «Oltre alla sorveglianza dei bagnanti – racconta - mi occupo dell’allestimento delle torrette e del controllo del materiale sia meccanico che del bagnino. Se si verificano atti di vandalismo durante la notte, per esempio. Per questo mi sveglio presto e faccio un giro di ricognizione. Il servizio è dalle 10 alle 19. La mia è una grande passione, è un po’ duro come lavoro ma stringi i denti. La gente va saputa prendere – conclude - serve un po’ di tatto per dare le comunicazioni. Ormai inoltre i campeggiatori mi conoscono e si sanno autogestire. Se ci vedono muovere capiscono che serve attenzione e quindi lavoriamo bene».

«Pensavo ci fosse più difficoltà nella gestione generale – conclude Giacomo Landi, 28 anni bagnino da quando ne aveva 16 - invece stanno tutti alle regole. Inoltre ci fa molto piacere il controllo continuo della municipale, le autorità sono molto presenti e siamo contenti. L’importante è stare tranquilli nella propria condizione di precauzione. Certo il mare è voglia di stare insieme ma se cerchiamo di collaborare, si può convivere bene anche in questa situazione». —

D.V.

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