Il presidio
I dossi della discordia tra Rosignano e Castiglioncello: «Utili? Forse, ma meno degli autovelox»
Commercianti e residenti: «È vero che sull’Aurelia le auto vanno troppo forte, però così si rallentano le ambulanze»
ROSIGNANO. Sono l’argomento del momento per chi abita tra Rosignano e Castiglioncello e da una decina di giorni si trova a dover fare i conti, lungo la via Aurelia, con i nuovi dissuasori della velocità. Tanti automobilisti, le prime volte che ci sono passati sopra, hanno raschiato la parte inferiore dei mezzi e svariati centauri hanno sobbalzato sulla sella. Quasi nessuno li chiama col loro nome tecnico, quelli “spuntati” tra Caletta e la stazione di Castiglioncello per tutti sono i dossi, come a darne inconsciamente una accezione dispregiativa.
Eppure, chiedendo a commercianti e residenti della zona, l’opinione comune sui nuovi dissuasori non è poi così negativa. «Su questa strada - dice Gaetano Barone mentre indica il rettilineo dell’Aurelia - le auto sfrecciano anche a 100 chilometri all’ora. Non va bene, siamo in un luogo di mare, dove passeggiano famiglie con bambini e cani. Quindi è bene aver sistemato i dossi, così la gente rallenta». Dello stesso parere Alina Casillo e Stefano Caruano, anche loro residenti della zona, come del resto Giuliano Tabani, titolare del negozio Specialfrutta: «Siamo in un centro abitato, è bene che le persone siano costrette a rallentare».
Certo, anche se si dicono favorevoli ai nuovi dissuasori, commercianti e abitanti sottolineano che sarebbe stato meglio costruirli più bassi, così da evitare che i mezzi sobbalzino ogni volta che ci transitano sopra. «Fatti così sono pericolosi - dice Carlotta Benedetto, anche lei residente - E di sicuro daranno problemi alle ambulanze che dovendo andare piano impiegheranno più tempo per soccorrere chi sta male».
Riflette sull’effettiva utilità dei dossi Alessandro Valentini, titolare della tabaccheria di Caletta. «È assolutamente vero - spiega - che su questo rettilineo le persone vanno veloci. Però questi dissuasori servono a poco, perché da quando ci sono vedo auto e moto che rallentano prima e poi danno una bella accelerata subito dopo averli superati. Inoltre finora sono davvero poco segnalati, non ci sono cartelli adeguati che avvertono della loro presenza». Gli fa eco Nicola Panichi, co-titolare del Caffé bistrot In Caletta -, che spiega come l’intento alla base del posizionamento dei dissuasori sia positivo, ma «è da ottobre che qui sull’Aurelia ci sono cantieri aperti, con semafori continui. Non ne possiamo davvero più, è allucinante. Oltretutto, invece dei dossi, bastava mettere due autovelox, uno a sud di Caletta e uno prima di Portovecchio, in poco tempo le persone avrebbero mantenuto la velocità adeguata». Favorevole all’installazione di occhi elettronici anche Iago Tognotti, dell’edicola-tabacchi La Stazione. «Su dossi così alti - spiega - la velocità di 30 km orari è eccessiva, bisogna andare non oltre 20 all’ora. Penso sarebbe stato meglio sistemare degli autovelox».
E mentre due notti fa qualcuno ha scritto su tutti i dossi l’avvertimento “Bada”, con il chiaro intento di ironizzare sulla comparsa dei dissuasori, a Castiglioncello l’opinione pubblica resta divisa. Se Beatrice Falai della Boutique del fiore, sottolinea la positività dell’intervento in fase di realizzazione, Sandra Bientinesi spiega che «lasciati così sono pericolosi, vanno evidenziati meglio. Per non parlare del mega-dosso fatto all’altezza della stazione che sembra uno scalino».
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