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In palestra sì, ma l’allenamento si fa all’aperto
Alla Renbukai di Cecina, specializzata in arti marziali, sono tornati gli atleti. I titolari: «È ancora un percorso in salita»
CECINA. Per le palestre di Cecina non è stato di certo un inizio senza problemi. Lunedì scorso, dopo quasi tre mesi di chiusura, è ripresa l’attività tra distanze di sicurezza, ingressi separati, disinfettanti e molte cautele. Impensabile, fino a marzo, immaginarsi una situazione così drammatica, dove il coronavirus ha chiuso anche le sale pesi. Alla Renbukai, in pieno centro città, sono tornati gli atleti. «Ma svolgono soltanto la preparazione fisica – spiegano a una voce il titolare Vittorio Valori e il maestro Khalid Mahzoum – perché non è possibile spingersi oltre». Insomma, niente arti marziali miste e combattimenti perché il contatto fisico è vietato. Lo sport è sinonimo di benessere: migliora gli stati d’animo e distende i nervi. In una parola, è salute declinata in ogni disciplina, individuale e di gruppo.
Bloccarne i meccanismi, ossia costringere i luoghi di allenamento a spegnere le luci e a riporre gli attrezzi, significa oscurare un mondo composto da persone di ogni età, pronte a misurarsi con se stesse e gli altri per divertimento e per mettersi alla prova. Alla Renbukai le sedute si svolgono all’esterno, nell’ampio piazzale che negli anni scorsi ha ospitato campioni del mondo e dei pesi massimi di calci e pugni – tra questi Alessio Sakara, il primo italiano a varcare il cancello della gabbia dell’Ufc, i campionati americani delle Mma – sbarcati a Cecina a rifinire il programma. «Va abbastanza bene – prosegue Valori – ma non dimentichiamo che la gente ha paura del contagio, non ha soldi e vive l’incertezza del futuro. E molti, non a caso, riprenderanno a settembre». A scavare la differenza sono gli allenamenti funzionali, semplici ma faticosi visto che impegnano tutti i muscoli del corpo. I vari metodi si sono diffusi in pochi anni e hanno conquistato pure le donne, decise a completare i percorsi a colpi di martelli sulle gomme usate dei trattori, a trazioni alla sbarra, a roteare pesanti sacche in aria recuperando le energie nei minuti concessi tra un esercizio e l’altro, completato da salti e addominali in numerose posizioni. «Sono tornati gli atleti, ma non bastano a coprire le spese di gestione delle palestre.
Ci vorrà tempo e tutto dipenderà dalla durata delle restrizioni, che come chiunque sa riguardano in particolare le misure igieniche. Sul futuro non mi sbilancio. Ogni giorno, però, chiedo l’autocertificazione e misuro la temperatura con il mio termometro digitale. Alla fine della seduta, sanifico con i prodotti appositi non solo gli attrezzi utilizzati all’aperto, ma anche la piazzetta Leopoldo II e il corridoio che porta in corso Matteotti fino al forno. Dentro, lo ripeto, non possiamo organizzare niente fino a quando le disposizioni non saranno più precise. Ho segnato i percorsi e la distanza di sicurezza, che equivale a circa due metri». Uomini e donne, mercoledì pomeriggio, sgobbavano al caldo del primo sole estivo bruciando calorie tra piegamenti e prove di forza con le palle pesanti dopo mesi trascorsi davanti al video per non perdere la forma fisica. Di arti marziali miste non si parla ancora. Troppi rischi.
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