Il Tirreno

il progetto 

A Rosignano le mascherine sono sottovuoto e fatte con il tessuto dei sipari

Alessandra Bernardeschi
Alcune mascherine realizzate dall'associazione Open Mountain
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Alcune mascherine realizzate dall'associazione Open Mountain

L’associazione culturale Open Mountain le sforna personalizzate e lavabili al ritmo di 400-500 pezzi al mese per poi donarle ai volontari

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ROSIGNANO. Sono dieci i volontari che realizzano mascherine all’interno di un capannone ai piedi di Rosignano Marittimo. Dieci giovani volontari dell’associazione culturale Open Mountain che si danno il turno per garantire tutte le misure di sicurezza e distanziamento personale dettate dai protocolli nazionali. Hanno partecipato alla produzione delle mascherine: Tommaso Marchi, Emanuele Nassi, Salvatore Larocca, Giacomo Biagini, Michele Betti, Carlotta Duranti, Dario Biasci, Serena Sasso, Tommaso Nardi, Federica Carli, Francesco Salvadori.

Una storia di solidarietà che si intreccia, stavolta, con il mondo dell’arte e, in particolare, con quella del teatro. Perché le mascherine, circa 500 ogni mese che vengono distribuite alle associazioni di volontariato, vengono realizzate in Tnt, un tessuto utilizzato in teatro per realizzare rifiniture di sipari o fondali. «Siamo un’associazione culturale che conta 1500 soci registrati; soci che hanno un’età compresa tra i 14 e gli 80 anni», spiega Mattia Casini che assieme a Tommaso Nardi riveste il ruolo di responsabile di Open Mountain. «A Rosignano Marittimo abbiamo un capannone con sala prove, due studi di registrazione, un laboratorio di serigrafia, un laboratorio di cucito ed uno destinato alla musica elettronica. Ma il nostro spazio è anche un hub, ossia un’officina di idee, di progetti dedicati alle arti visive, multimediali. Abbiamo attivato tirocini universitari per corsi di laurea di tipo artistico e letterario in collaborazione con le Università di Firenze e Pisa. Purtroppo la cultura è stato uno dei settori tra i più colpiti dalle chiusure per Covid 19; e proprio durante queste settimane di stallo abbiamo avuto l’idea e la spinta emotiva di metterci in gioco e di contribuire ad aiutare la collettività». Negli spettacoli, ed in particolare in teatro, viene utilizzato un tessuto particolare «che si chiama Tnt - continua Casini - che ci è stato regalato da Ris Service di Cecina e da Armunia».

In teatro con il Tnt, tessuto non tessuto, capace di trattenere dal 96 fino al 100% l’aerosol che si diffonde con il Coronavirus, si realizzano sipari, tende o fondali. «Non solo - continua Casini - sopporta diversi lavaggi». Da qui l’idea, diventata progetto presentato al Comune di Rosignano che ha dato l’ok, di iniziare a tagliare, cucire e confezionare mascherine realizzate in ambienti sanificati. «Mascherine che vengono poi confezionate sottovuoto a gruppi di 5. Attualmente riusciamo a realizzare dalle 400 fino alle 500 mascherine al mese che noi doniamo alle associazioni di volontariato come la Pubblica Assistenza era Croce Rossa nonché al personale delle attività commerciali che sono rimaste aperte durante il lockdown». La distribuzione, seppur limitata, va a ruba: «In soli due giorni abbiamo già fornito le prime 500 mascherine». Ma i volontari andranno avanti con il loro lavoro «seguendo tutte le procedure relative alla sicurezza del personale, non ce la facciamo a produrne di più, ma l’attività proseguirà - conclude Casini - fino al termine dell’emergenza».

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