Il Tirreno

Il Bar Napoli (dal 1923) ora cambia pelle

M.F.
Il Bar Napoli (dal 1923) ora cambia pelle

Alessandra Cardella: «Tutto sanificato e in regola» Videoconferenza con gli addetti alla sicurezza

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CECINA

Il conto alla rovescia è cominciato, perché se niente cambia lunedì è il giorno in cui si riapre. «Non ne siamo del tutto certi – dice Alessandra Cardella, titolare del bar Napoli con Stefano Volpi – ma se non ci saranno novità all’ultimo minuto dall’inizio della prossima settimana alzeremo la saracinesca. Intanto abbiamo sanificato gli ambienti e messo a posto il locale». Che si trova a pochi passi dal centro, in corso Matteotti, ed è aperto dal 1923. Gli attuali gestori ci sono da febbraio del 2005. L’attività ora funziona con il servizio da asporto, formula che ha permesso ai commercianti di lavorare preparando i caffè e non solo al banco ma consegnandoli all’ingresso. «Anche noi – prosegue – attendiamo le ultime informazioni dalla Regione, perché ad esempio non sappiamo ancora se è previsto un percorso di entrata e uno di uscita dei clienti, oltre alla distanza esatta dei tavoli. Per quanto riguarda il bagno, sappiamo che ogni volta che una persona esce dovremo sanificarlo». Il problema del metro e mezzo circa tra un cliente e l’altro è il più complicato da risolvere soprattutto se gli ambienti non sono molto grandi. Intanto, i titolari e i dipendenti del bar Napoli hanno seguito una videoconferenza con gli addetti alla sicurezza e all’autocontrollo e applicato subito le procedure richieste come dice la legge. Non dimentichiamo che, come scritto nelle settimane scorse, la riapertura ufficiale era fissata in calendario al primo di giugno. Ma siccome il quadro sociale è cambiato abbastanza in fretta, le Regioni hanno dialogato a lungo con il governo per anticipare la ripresa delle attività e garantire a tutti il lavoro. «Siamo chiusi da marzo – conclude Cardella – e visto che abbiamo pure l’enoteca il vino è stato consegnato a domicilio. Da lunedì scorso, anche caffetteria da asporto». I clienti in ordine formano la fila davanti alla saracinesca per ritirare il bicchierino. Rimane la questione dei tavoli: dentro sono quattro e ne resterebbe uno se la distanza sarà di circa quattro metri. Un punto non ancora chiaro. Fuori – tra l’ingresso e la strada, dov’è il dehors – è da vedere. —

M.F.

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