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Bolgheri chiede più spazio per poter lavorare

Divina Vitale
Bolgheri chiede più spazio per poter lavorare

Caffè della Posta, Enoteca Tognoni ed Enoteca di Centro: richiesta di suolo pubblico all’amministrazione comunale

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BOLGHERI

I locali di Bolgheri chiedono “spazio”. Di allargarsi sulla strada per poter lavorare la prossima estate. C’è il Caffe della posta, dove è attiva la rivendita di giornali, i tabacchi, il caffè (da bere fuori o da asporto), la gelateria. Il tutto finora avviene con la separazione tra l’addetta alle vendite e il pubblico, tramite una lastra di plexiglass. Non si entra nel bar. E le operazioni avvengono all’esterno da parte del cliente, rispettando la distanza di sicurezza. Ora ci sarà una nuova modifica. «Ci stiamo preparando con il distanziamento dei tavoli, facendo entrare le persone una alla volta – dice Ludovica Pepé responsabile del bar - . Con la massima attenzione. Ho molti dubbi però nell’atto pratico. Intanto iniziamo a prendere confidenza con le nuove regole».

«C’è tanta voglia di ripartire – commenta Paola Chiarantini dell’Enoteca Tognoni – e abbiamo percepito grande disponibilità da parte dell’amministrazione comunale nel venire incontro alle esigenze di tutti. Chiaramente i se sono tanti al momento. Poi noi siamo abbastanza penalizzati perché abbiamo molti tavoli dentro e fuori, affacciandosi sulla strada, non c’è tanta possibilità di estendersi. Per adesso possiamo ridurre i tavoli dentro, per mantenere le distanze di sicurezza. Il lavoro è più che dimezzato, è innegabile, bisogna anche vedere se le persone torneranno al ristorante. La stagione - conclude – in pratica è persa. Speriamo di ripartire nella normalità prima possibile». Uno dei ristoranti più piccoli del borgo è senz’altro l’Enoteca di Centro. Che si trova in strada Giulia che apre a Largo Nonna Lucia. «È un momento di euforia – ha dichiarato il proprietario Michele Innocenti - ma anche di confusione perché le linee guida non sono ben chiare. Già un mese fa mi ero fatto portavoce della richiesta di allargare i suoli pubblici. Per noi lo spazio è un problema grande. Oggi il sindaco ci ha comunicato che ne possiamo parlare, dandoci la possibilità di dar vita ad un piano organizzativo, solo per questa emergenza, per sopperire alla mancanza di tavoli. Ognuno individuerà un pezzettino per recuperare qualcosa. Daremo indicazione al comune di quello che pensiamo e poi decideranno, con le valutazioni del caso. Il 18 è alle porte però siamo ancora un po’ indietro. Mi ritrovo, allo stato attuale, con la totalità dei tavoli all’aperto che contano dieci coperti. E’ più che preoccupante. Non si pensa certo al guadagno, si spera di galleggiare senza perdere i nostri collaboratori». —

Divina Vitale

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