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I commercianti di Donoratico si preparano a ripartire e il Comune valuta di estendere l'uso del suolo pubblico

Divina Vitale
In alto, Massimiliano Siciliano e Angela Maffeo. In basso Maria Rosa Sforzi e Lorenzo Poli
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In alto, Massimiliano Siciliano e Angela Maffeo. In basso Maria Rosa Sforzi e Lorenzo Poli

Plexiglass e ingressi ridotti per riaprire. La sindaca Scarpellini: «Analizziamo tutte le proposte, agiremo solo se possibile»

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DONORATICO. Pronti ai nastri di partenza i commercianti di Castagneto. Si riparte con tutto, si aspetta solo la formalizzazione. I negozi a Donoratico, come a Castagneto Carducci e Bolgheri, sono pronti. Plexiglass, distanza di sicurezza, sanificazione degli ambienti, gel e guanti. Un po' di timore per il futuro c'è, ma c'è altrettanta voglia di ripartire. Intanto si guarda avanti. La sindaca di Castagneto Carducci ha accolto la proposta, in maniera preventiva, promossa anche direttamente da alcuni commercianti, di concedere più suolo pubblico senza ulteriore costo ai ristoranti e altre attività. Ma è tutto in fase di valutazione. «La grave difficoltà ha unito tutti - ha detto la sindaca Sandra Scarpellini - siamo disponibili a valutare proposte straordinarie dopo la riapertura del 18, la collaborazione in questo momento è più importante che mai. Abbiamo chiesto una proposta urgente da parte delle attività, da rendere effettiva, eventualmente, entro il primo giugno. Nel rispetto delle esigenze di tutti, commercianti, ristoratori, cittadini, mezzi di soccorso. Si agirà solo se possibile», ha concluso Scarpellini. Ieri mattina si è svolto un incontro nel centro di Bolgheri tra l'amministrazione comunale e i titolari di diverse attività. È quindi allo studio un piano collettivo per individuare, ognuno, "zone franche", nel proprio perimetro attivo per mettere dei tavoli aggiuntivi. Senza ostacolare minimamente la circolazione in sicurezza. Il grande problema dei centri storici infatti è proprio lo spazio. Ma vediamo come si stanno organizzando le attività del territorio per riaprire.

L'orefice: «Da noi è tutto pronto e in sicurezza per dipendenti e clienti»
«Stiamo già sanificando, in applicazione del piano di sicurezza. Al momento - spiega Massimiliano Siciliano del Laboratorio artigiano e Dorigo Gioielli di via Veneto - abbiamo messo tre plexiglass all'interno del negozio per proteggere tutti, sia chi lavora con noi che i clienti. Il nostro lavoro di vendita infatti prospetta un discreto tempo di contatto quando la gente viene a scegliere in negozio. Per quanto riguarda il laboratorio artigiano - continua - dove facciamo medaglie, targhe, coppe etc... siamo già ripartiti lunedì. Speriamo che riprenda il lavoro. Non sarà una riapertura gloriosa, questo è certo, auspichiamo al massimo di tornare alla normalità. Ma ci vorrà un po' di tempo. C'è da dire che la riapertura più totale, alle porte, sta tirando un po' su di morale, si vede qualche sorriso, seppur dietro le mascherine. Si sta lavorando tutti molto per garantire la ripartenza anche del turismo. Ci impegneremo, questo è certo».Il laboratorio Dorigo è un'attività storica di Donoratico. «Siamo sempre pronti per la nostra comunità - dice Siciliano -. Per la riapertura abbiamo privilegiato l'aspetto della sicurezza, al primo posto i clienti insieme ai nostri dipendenti».

La commerciante d'abiti: «Voglio essere ottimista perché i piccoli negozi sono la vita del paese»
«Dopo molti giorni amari di chiusura forzata sono pronta a ripartire con entusiasmo ed offrire alla mia clientela la massima disponibilità rispettando tutte le norme di sicurezza che il decreto prevede - dice Angela Maffeo del negozio di abiti Carmignani sulla via Aurelia -. Manterremo il distanziamento prescritto, con la garanzia di pulizia ed igiene più volte al giorno, saranno inoltre disponibili nei locali gel per la disinfezione delle mani e guanti. Per il futuro - continua - non si sa, ho cercato di selezionare la mia proposta tenendo conto anche delle mancate vendite durante la chiusura, ma come commercianti ne faremo altre che saranno in linea con la voglia di tornare alla normalità. Sicuramente la stagione non sarà come quelle precedenti, i timori ci sono, ma l'importante è la passione e ce la metterò tutta per far sì che vada tutto bene». Voglio guardare al futuro con fiducia. La voglia di riprendere una vita quasi normale, infine, dovrà essere l'occasione per sostenere il settore abbigliamento ed i piccoli negozi come il mio perché sono elementi vitali per il paese.

Il venditore di scarpe: «Finalmente torniamo alla normalità, ma con guanti e gel»
«La riapertura a pieno regime è motivo di grande soddisfazione - dichiara Maria Rosa Sforzi di Calzature Tinti - siamo pronti nel rispetto di ogni protocollo a servire i nostri clienti come facciamo da tantissimi anni. Un passo avanti verso il ritorno alla normalità, rimangono ancora incertezze e timori per una stagione 2020 che non sarà mai come quelle precedenti ma non ci arrendiamo. Praticamente ci siamo già dotati di dispositivi gel in entrata ed uscita dai negozi, guanti se necessario, cartelli informativi e sanificazione dei locali almeno due volte al giorno. Anche per il plexiglass ci adegueremo ove non sarà possibile mantenere la distanza di sicurezza. Stiamo lavorando - prosegue Maria Rosa Sforza- per creare le migliori condizioni ed offerte per clienti storici e per chi verrà a trascorrere la vacanza in un luogo invidiato da molti. Siamo coscienti che per questa stagione la nostra clientela sarà per la maggiore italiana e ci impegnano ad offrirle il miglior prodotto Made in Italy. Detto questo occorre maggiore attenzione alle nostre imprese, niente regali ma sostegno concreto. Il piccolo negozio come il nostro è vita per tante famiglie e per i paesi. La battaglia da fare - conclude - è con le grandi piattaforme web che vendono e magari hanno paradisi fiscali nascosti».

Il parrucchiere: «Un cliente per volta ma prolunghiamo gli orari di apertura»
«Siamo pronti aspettiamo solo la formalizzazione del decreto delle aperture con tutti i protocolli. Sarà necessario infatti - dichiara Lorenzo Poli di Look & Beauty, parrucchiere ed estetista - capire bene le direttive per procedere. Come attività individuale facevamo già un appuntamento alla volta, perché siamo in due senza dipendenti. Per noi la penalizzazione numerica non sarà così eccessiva. Ci sono da capire i tempi di sanificazione, quanto richiederanno, per gestire i tempi tra un appuntamento e l'altro. Sicuramente ci sarà da prolungare l'orario di apertura. Ci siamo poi informati sui detergenti, i plexiglass che saranno disposti alla cassa, al momento del pagamento tra la cliente e il titolare e, con tutta probabilità, al banco della manicure. Dove il cliente passa più tempo per la cura delle unghie. Come modalità - continua - non siamo preoccupati anche perché già facevamo un cliente alla volta. C'è gran voglia di ricominciare - conclude - mancano i momenti di relax e di benessere personale. Tralasciando l'aspetto economico, che tutti si sa è fondamentale, manca il contatto, la relazione con i propri clienti. Sul territorio ci sono stati tanti aiuti ma il lavoro manca, c'è poco da dire. 60 giorni a casa sono moltissimi».

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