Il Tirreno

All’appello il 7% dei cecinesi più della metà teme per i familiari

Il test locale ha raccolto 2.059 questionari, anche dai comuni vicini Età media 48 anni, il 60% di chi ha partecipato è donna 

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il campione

Il giorno di inizio della “fase 2”, lunedì 4 maggio, erano stati raccolti 2059 questionari, 99 dei quali senza l’autorizzazione da parte dei compilatori e 1608 (l’82%) compilato da persone residenti o domiciliate nel comune, mentre gli altri erano di cittadini dei comuni limitrofi e per questo esclusi ai fini dell’indagine su Cecina. Il contributo maggiore è arrivato dalle donne con il 59,6% a fronte del 39,4% di uomini, su una popolazione che conta il 54% di donne e il 46% di donne. L’età media dei partecipanti è di 48 anni leggermente più avanzata tra gli uomini (49,8 anni) che tra le donne (47,4 anni), a fronte di un’età media nella popolazione di 57,5.

La distribuzione secondo il titolo di studio evidenzia un 53% con titolo di media superiore, 30% con laurea e 17% con titolo di scuola media inferiore o licenza elementare. Il 61% è occupato, il 14% pensionato, il 12% disoccupato e il 5% studente.

La cospicua numerosità raggiunta, pari a circa il 7% della popolazione residente con oltre 18 anni di età (su dato Istat 2019) e la distribuzione accettabile per sesso e età, permettono di ricavare informazioni utili, «specie su variabili altrimenti indisponibili che potranno essere seguite in fasi successive», commenta il professor Bianchi del Cnr.

Il 32% dei compilatori ha ammesso di avere paura per la propria salute, il 58% di temere soprattutto per i familiari, sentimento più pronunciato tra le donne. Il questionario andava ad indagare anche i contatti e le interazioni sociali nel periodo di lockdown: solo in 124 hanno dichiarato contatti giornalieri con oltre 100 persone, il 54% (868) ha barrato la scelta “10 o più persone”.

Prima dell’8 marzo, data dell’entrata in vigore delle prime restrizioni, 868 su 1608 (54%) facevano attività fisica saltuaria (fino a 2,5 ore a settimana), 124 (7,7%) più intensa (più di 2,5 ore a settimana). Con il lockdown 870 persone (52%) hanno dichiarato nessuna o una uscita di casa a settimana, 219 soggetti (14%) una o più uscite al giorno. Il 99% non ha mai usato mezzi pubblici. Dal questionario emerge che solo 30 soggetti avevano fatto un tampone per Sars-Cov-“, tutti con risultato negativo: i 30 soggetti con tampone avevano in media 2,17 sintomi a fronte di 1,17 tra i soggetti senza tampone.

Si sottolinea che i sintomi più “predittivi” (cioè che possono indicare una predisposizione al contagio) sono risultati la perdita di gusto/olfatto, il dolore al petto, la febbre più di 37,5 °C per più di 3 giorni consecutivi, mal di gola e/o raffreddore, e gli altri a seguire. Sono 45 i soggetti entrati in contatto con casi con Covid-19 accertato e di questi solo 4 (il 9 per cento) hanno eseguito un tampone. In 54 hanno dichiarato di essere stati a contatto con casi sospetti e di questi in 6 (11%) hanno eseguito un tampone. In 64 hanno affermato di aver avuto contatti col medico di base per sintomi Covid e tra questi a 29 è stato prescritto l’isolamento domiciliare e a 4 l’ospedalizzazione. —



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