Il Tirreno

L’appello 

Le scuole di danza di Cecina e Rosignano chiedono aiuto: «Il nostro è un lavoro sociale, così è la fine»

Federica Lessi
Amanda Modesti (Centro studi danza Cecina)
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Amanda Modesti (Centro studi danza Cecina)

Decine di operatori tra affitti, bollette da pagare e l’incertezza su quando e come riaprire

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CECINA. Anche la danza sta accusando il lungo periodo di chiusura dei luoghi di spettacolo. Non solo il balletto nei teatri ma anche le scuole di danza, frequentate da centinaia di allievi e diffuse ovunque in tutta Italia. Una galassia sfaccettata che comprende realtà private, associazioni sportive, enti di promozione, che abbraccia espressione artistica e preparazione fisica, e quindi afferisce al mondo dello sport come il calcio, senza suscitare lo stesso livello di attenzione. Eppure anche sul nostro territorio le scuole di danza sono tante, circa una decina a Rosignano e di più a Cecina, con corsi giornalieri per gran parte dell'anno, saggi finali, gare e concorsi. Questo mondo si è fermato con il Decreto del 4 marzo, lasciando tanti insegnanti a casa senza stipendio. Con le scuole chiuse molti tengono videolezioni da casa, ma concordano nel dire che servono ad animare i gruppi e non possono sostituire l'insegnamento dal vivo.

«A livello nazionale si parla di un milione e 200mila persone – dice Ranieri Manfrin (RosignanoinDanza), coordinatore Danze Internazionali dell'Aics, Associazione Italiana Cultura e Sport – Le realtà sono tante e hanno un assetto giuridico diverso, spesso non hanno un inquadramento contrattuale preciso, per cui con la crisi hanno patito di più. Ho scritto al ministro Spadafora perché l'emergenza ha portato in luce questo mondo sommerso poco tutelato che deve essere rappresentato ai tavoli della Federazione dello Sport».Spese che corrono e zero entrate. «Non abbiamo ancora ricevuto i 600 euro dallo stato – dice Amanda Modesti, del Centro Studi Danza di Cecina – la categoria di maestro di danza infatti non è riconosciuta. Invece mi sono trovata a pagare 781 euro di bollette, mentre sono in attesa di sapere per l'affitto. E poi i costumi ordinati quest'anno vanno pagati ma non saranno usati, l'anno prossimo i ragazzi saranno cresciuti e non gli staranno più». L'impressione è che lo stato abbia tempi lunghi, per cui ci si rivolge agli enti locali per contributi e agevolazioni. «Con una decina di scuole cecinesi abbiamo fatto una chat – prosegue Modesti - e pensiamo che il Comune quest'anno potrebbe distribuire a tutte le associazioni sportive i contributi che di solito assegna a quelle che li richiedono. Il sindaco Lippi ha mostrato sensibilità verso queste realtà e confidiamo nella sua attenzione».

E anche a Rosignano «il sindaco Donati, che ha dimezzato le imposte comunali alle imprese, potrebbe fare lo stesso con le associazioni sportive, che fanno un lavoro sociale» aggiunge Manfrin. Certamente il futuro si presenta come un'incognita totale. «Se ci faranno riaprire a giugno bisognerà capire se i genitori manderanno gli allievi ai corsi, che si solito finivano proprio a giugno – afferma Lucia Lorenzini di Planet Dance – e poi per lavorare in sicurezza non sappiamo se dovremo fare piccoli gruppi di allievi e tenere la mascherina a lezione. D'estate sarà difficile, forse a settembre, aspettiamo di conoscere le regole».

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