Il presidio
Vigilantes per controllare gli accessi e le distanze
l’idea
maria meini
Gli stabilimenti balneari possono dare un contributo fattivo alle amministrazioni comunali nel controllo delle spiagge libere. È la proposta del presidente della Pro loco di Vada, Roberto Creatini. La sua associazione gestisce un punto azzurro a Vada.
Creatini per primo ha avanzato l’idea di una sorta di scambio estivo: da un lato i Comuni danno in concessione gratuita tratti di spiaggia libera a gestori di stabilimenti privati, che la utilizzano per distanziare gli ombrelloni secondo le norme di sicurezza (i parametri sono tuttora da definire, ma si parla comunque di 9 - 10 metri quadrati a ombrellone, che riduce parecchio la capienza delle attuali concessioni). In cambio i gestori si impegnano a controllare la fruizione delle spiagge libere, aiutando le amministrazioni comunali nella gestione dell’arenile. In che modo? Per esempio con l’utilizzo di vigilantes.
«La cosa più difficile - dice Creatini - è il controllo degli accessi alle spiagge libere, che dove sono particolarmente ampie non è possibile blindare. Per questo ho proposto all’amministrazione un accordo: in cambio di spazi su cui distanziare i nostri ombrelloni, noi gestori dei bagni di Vada e Mazzanta, Dune Mosse e Tesorino, siamo disponibili a controllare l’ingresso e l’utilizzo degli arenili attraverso personale autorizzato, come dei vigilantes».
Il sindaco di Rosignano, Daniele Donati, ha ipotizzato forme di controllo - dalle App ai droni - per i tratti più ampi come le Spiagge bianche. Ma ha espresso anche parere favorevole a forme di collaborazione pubblico-privati così come suggerisce Creatini. Per le Spiagge bianche un’altra forma di controllo si può attivare riducendo i posti dei parcheggi all’ingresso. «Io credo che quest’estate saranno molti i turisti che vorranno utilizzare bagni o spiagge controllate - pronostica Creatini -: dalle telefonate che riceviamo all’ufficio turistico, pare chiaro che molti hanno paura di andare nelle spiagge libere perché temono che in assenza di controlli manchino i requisiti di sicurezza. Per questo è importante estendere i controlli e la supervisione dai bagni agli arenili pubblici. Un compito gravoso per i Comuni». —
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